Come essere felici.


Puoi essere più felice?
...
Amandoti.



Bene, la cosa più importante te l'ho detta, puoi chiudere la pagina, ciaociao!
;-D

Se invece stai pensando qualcosa del tipo:
- "Bastasse dirlo... Mica è tanto facile, amarsi davvero!"
- "Rassegnati: non si può essere felici."
- "Chi lo dice? E l'amore *degli* altri? E l'amore *per* gli altri?"
- "
E se fosse tutto il contrario: e proprio liberandosi dai desideri dell'io diventiamo più felici?"
In tal caso, beh...

Discutiamone!
(...sentiti libero di dirmi quello che pensi commentando a fine pagina o scrivendomi dal menù a dx, cliccando su "autore")

Ok, allora ricominciamo...

Titolo: Chi sono, e perché scrivo questa pagina
(amenità che puoi saltare -> andando subito al succo cliccando qui
)

Piacere, mi chiamo Yuri Radaelli in arte Sognista,
E non voglio venderti nulla.
Non voglio venderti un libro, un corso, farti iscrivere a qualcosa... zero!
Non voglio neppure che mi metti un commento entusiastico!
...Beh, oddio, ora che mi ci fai pensare... se lo fai, saresti proprio un amore :DDD

È che, una dozzina di anni fa, mi sono intestardito a diventare felice.
E mi piace pontificare: mi dà una soddisfazione della madonna, pensare, poi cambiare idea, o restare della stessa idea e approfondirla, e poi scrivere ad esempio qui, e illudermi che torni utile a qualcuno... C'è chi gode da impazzire a dare pappine a botoli bavosi (ecco, mi sono appena giocato il 95% delle visitatrici over40, ma perché dico sempre quello che penso, orpo!) e io, invece, mi esalto nel sentirmi un filosofo che apre le soglie di nuovi mondi agli ignari gugolatori...
Ognuno si diverte come può!

Dunque: cosa mi è successo, dodici anni fa?
Assolutamente niente: in quel periodo vivevo a Milano, mi ero laureato, stavo bene di salute, lavoravo e guadagnavo onorevolmente, mi vedevo con una fanciullina che adoravo, ma che mi spaventava (vabeh, sì, dovrei spiegarti come fa una ragazzina con gli occhi azzurri, i capelli rossi e la vocina da anatroccola ad avermi spaventato... ma no, che ti frega, lasciamo perdere le note biografiche e andiamo avanti) e nonostante questa situazione direi discretamente buona, non ero granché felice. Anzi, mi sa che ero un filino depresso. Vacuo. Sgonfio... Afflosciato!

ero un tantino mogio...

E ora, invece, sono... "Felice"???
Beh... Onestamente... Ora che non ho più una lira? Intendi dire ora che ho 44 anni (che per me significa essere a un salto dalla camera ardente)? Intendi dire adesso, che ho una linea internet che mi fa soffrire pure peggio della mia emorroide? Dio, sì! Oso dire di sì! ...O meglio:
- sono intrigato dalla mia vita,
- mi sento immerso nella mia avventura,
- sono commosso degli
struggenti ricordi che ho (wow),
- mi sto perfino simpatico (degustibus...)
- e anche quando toppo alla grande resto comunque
dalla mia parte,
- e lastbutnotleast... palpitante di
speranza e smanioso di futuro!
Tutto questo anche se non mi sento (ancora?)... "perdutamente" felice...
(So che ho usato termini piuttosto strani... "mi sto simpatico"e "sto dalla mia parte" suonano strano, no? È che non è un discorso facile, parlare di come essere felici seriamente, senza restare a livello di slogan... perché abbraccia tutta la vita!)

Posso fare una parentesi?
Ne approfitterei per parlare di una cosa fondamentale, sulla felicità, che devo assolutamente dire.
La felicità, non ha limiti... lo sai? Mi capisci?
Il dolore, il terrore, il piacere, la felicità... per noi umani hanno un range enormemente più ampio di quello che crediamo... finché non le viviamo di più! ...E ogni volta pensiamo sempre di aver ormai raggiunto l'acme, la cima, il picco, la vetta:
"Più di così non posso stare male", "più felice di così è impossibile"...
Tanto per andare sul piatto, facciamo una bella pagellina! Essere depressi, poniamo, è un quattro su dieci. Quindi, essere "così così" può essere un cinque su dieci; stare "benino" è il sei, la sufficienza; stare bene è un sette, direi, e sentirsi "nel flusso" è un bell'otto...
Beh, allora sappi che esiste anche l'undici, il dodici, il tredici...!!! Capisci cosa intendo? ...Cosa si prova quando si è innamorati? Beh, almeno un dieci... E cadere in estasi religiosa? Mai provato, ma gli darei pure undici... E calarsi di Extasy o farsi una pera o avere un orgasmo meraviglioso mentre si è innamorati e corrisposti? Eh, beh... Insomma, capisci cosa intendo? ...
...Le emozioni, sono i veri abissi.
Chiusa parentesi.

...E basta, con le regoline nei powerpoint e le mistiche vacuità!
Io non farò il solito elenchino delle -> regole per essere felici (...e almeno costui non tenta -come invece la maggior parte degli altri bloggers del pensiero positivo- di venderti qualche libro dall'improbabile copertina!) perché questo approccio easy confonde la felicità con il buon umore. Ridere spesso e sorridere, essere gentili, chiamare un amico, far "buone azioni" sono consigli utili a migliorare il tono dell'umore, diminuire lo stress e automedicare una depressione lieve.
A te basta, questo? ...Passare la vita giulivo?
"Amore", "cuore", "anima", "sogni", sono parole di peluche, se non vengono spiegate.
Restare sul generico non è saggezza: è banale retorica popolare!
Credo che chi legge questa pagina abbia desideri personali diversi, complessi e talvolta sconosciuti anche a se stesso... Migliorare il mondo, essere amata veramente, smarrirsi nelle profondità ignote dell'animo umano, salvare la vita anche a una sola creatura innocente... LA FELICITA' NON È GENERICA! I menestrelli del pop e i vari Cohelo, Tamaro, Alberoni, Celentano, fanno retorica. Retorica dell'amore, retorica del bene, della famiglia e della vita. Una vita intensa, che valga la pena essere vissuta, comporta rischi e sofferenze. Prima di tutto pensando, abbandonando le ovvietà e le vacuità mistico-romantiche degne del matrimonio tra Frate Indovino e Candy Candy.
È la sofferenza, il nostro peggiore avversario?
...Non è proprio la vacuità, la superficialità, la genericità? La banalità dentro?

Allora, mi immagino la scena di un film, dove in una stanza di ospedale ci sono tre letti e l'infermiere si avvicina al primo capezzale:
- Ciao amico, che vita hai avuto?
- Tranquilla, tutto ok, mi è passata, trallallero, sto andando da Gesù.
Chiacchierano un po' e poi l'infermiere va dal secondo moribondo:
- E tu, dimmi un po', come ti è andata?
Il paziente lo afferra bruscamente per il camice, lo tira a sé e sussurra:
- fammi alzare da questo maledetto letto!
Quando fa la domanda al terzo... questo non risponde, gli cominciano a tremare le labbra, accenna un sorriso ma gli si gonfiano gli occhi di lacrime: può solo stringere la mano all'infermiere.

...A te la scelta.


E putacaso domani crepassi?

Allora, siccome qualche simpatico sortilegio lo avrei pure escogitato, ho deciso di scrivere sulla vita pur non sapendo scrivere e forse neppure vivere, con la presunzione che possa essere in qualche modo di stimolo, perlomeno favorendo il transito intestinale. :-D
...E allora torniamo alla boutade che ho lanciato nell'incipit: "amati".
Ovviamente potrei sbagliarmi, nel credere che l'ingrediente fondamentale è l'amore per se stessi...
...E credere che si possa imparare ad amarsi di più.
...E che ci si possa amare di più usando il cervello!
Però io non so come la pensi tu... Non so, ad esempio, se sei d'accordo con me che è questo che serve anche a te (amarti di più), se sei anche d'accordo sul fatto che tu possa imparare ad amarti meglio, e se l'aggeggio più utile per farlo si chiama cervello, e che ti interessa, quindi, sapere solo le "procedure" concrete, per riuscirci... Come potenziare la volontà, come fare amicizia con gli animali interiori (sì, anche questi sono termini un po' esotici, lo so...) come pigliare dal verso giusto le magagne, come innamorarsi perdutamente della vita, della propria vita, l'unica che si ha, qualunque essa sia... Che come vedi alcune di queste cose sono ovvie, altre utopiche, e qualcuna magari ti potrà sembrare perfino inquietante... Appunto! Io e te non ci conosciamo, tu stai zitto invece di scrivermi, e quindi, per il momento, io devo procedere a tentoni, se voglio veramente esserti utile, proponendoti vari "inizi" in modo tale che tu possa partire dal "capitolo" giusto per te...
Tataaaa... abbiamo appena inventato l'INDICE! Vedi che siamo geniali? Hahahahahaah!

INDICE! (grande invenzione, gli indici... Se non ci fossero gli indici, dove andremmo a finire!)

1) Sì, ho capito tutto, sono d'accordo, ma... COME?
Se sei già d'accordo sulla priorità di amare se stessi, e vuoi che ti spieghi come penso ci si possa amare di più, clicca qui.

2) Alt. Chi l'ha detto, che per essere felice mi devo amare di più? (COSA)
Se non sei affatto sicuro che la carenza di amor proprio sia il tuo ostacolo prima di diventare più felice, allora clicca qui.

3) Senti, caro Yuri... Sicuro di stare bene? (PERCHÉ)
Se invece ti stai un po' annoiando, ti sembra che tutto questo discorso cominci a essere troppo "intellettualmente delirante", continua a leggere altrimenti ti pigli un sacco di mazzate.



INDICE (serio)
Distinguo con i colori queste differenti sezioni: se clicchi ci vai al volo / i clic verso siti esterni hanno davanti: "->"

           > situazione di partenza (come stanno le cose per te e me, gente normale che vive in occidente)

                        Vita vs Angoscia
                        Lo stato delle cose
                        Nature, culture, vulture

           > soluzioni possibili: (o modelli, o scopi, o orizzonti... insomma scegliere la tua vita ideale)

                        Disposizione o credenze?

                        > in nero: da evitare

                        Adattamento o conformismo?
                        Evasione o alienazione?

                        > in rosso: valide con riserva (secondo la mia opinione, naturalmente!)

                        Sistemi idealisti
                        Il Marketing dei pulpiti
                        Buddhismo (quello serio)
                        Edonismo libertino

                        > in fuxia: la mia scelta (la teoria intesa come principi, fondamenti generali)

                        L’Eudemonismo
                        Propiziazione mantica
                        Intelligenza
                        Amore
                        Gli essentials (imprescindibili)
                        Prassi e ideali
                        Schema degli obiettivi
                        Flessibilità e moderazione
                        Guidare il Re
                        Sogni lucidi   
                        Fare Dio
                        L’io è un buco
                        Amarti
                        I Numi
                        Amare ed essere amati

           > metodo teurgico (bagaglio delle tecniche e piano d'azione: la "teoria pratica", se mi passi l'ossimoro)

                        Evocare i numi
                        Sei in due
                        L’Inconscio
                        Scena psichica
                        Mitizzazione
                        Energia e strategia
                        Focus
                        scopo e metodo
                        Sbagliare
                        Piacere e potere
                        Dolore motore
                        Forme di Meditazione
                        L’arte

           > prassi (strumenti prosaici, consigli quotidiani, insomma... pratici, che più pratici di così non si può!)

                        la "To do list"
                        Meditazione
                        Economia
                        Energia fisica
                        Antidepressivi
                        Terapia
                        Quotidianità


> SITUAZIONE DI PARTENZA   (clicca qui per tornare all'indice)

La vita

Stai vivendo, te ne rendi conto?
Ti emozioni, ricordi, desideri! Poteva farti un dono più sublime, l'universo?
Già, l'universo! Nell'universo in cui tu vivi esistono le stelle e la vita... Miliardi di esseri viventi, le foreste... Vivere è un continuo miracolo.
C'è tanta bellezza, al mondo, e questa è la nostra patria!
(Qui un -> elenco dei miracoli)

L'angoscia

Senza cantarcela: si crepa.
E non si sa quando e non si sa come, e prima di farlo ci si corrompe in continuazione soffrendo, e così le persone e gli animali che amiamo. Tutti, nessuno escluso. Questa è la più tremenda verità che si scopre fin da bambini e che si passa la vita a dimenticare. (A meno che un qualche aspirante intellettuale gracchi il memento mori...)
Molte persone mi hanno detto di non avere paura della morte ma della sofferenza, altre credono in un aldilà. Epicuro fa notare che quando si è morti non ci si può preoccupare di esserlo. In ogni caso tutti sperimentiamo il dolore fisico e sopratutto l'angoscia.
Il dolore è sicuramente disfelicitante, ma tutte le volte che non proviamo dolore fisico... siamo felici?
Se collezioni motivi di angoscia te ne posso regalare un paio: -> l'orgoglio di temere la morte

Lo stato delle cose

Tutto muta.
L'esperienza della realtà concreta, la violenza onnipervasiva e le intime contraddizioni della metafisica, sviliscono notevolmente l'ipotesi di una soluzione definitiva della vita. Qualunque sentimento e ogni impero vengono erosi dal tempo. Eppure la maggior parte dei filosofi salva dei principi eterni (anima, nous, ideali, leggi fisiche e ipostatizzazioni varie). Mettiamo un attimo da parte l'aldilà e i mondi paralleli: vuoi essere felice in questa vita? E in questa vita trovi per caso delle soluzioni certe, complete e definitive? Ora: la mia laurea in filosofia cum laude (fammi spandere che oggi sono stressato) nonché un approfondito studio della dottrina cattolica, mi hanno insegnato a comporre panegirici roboanti per anatemizzare tutti:-> differenza tra l'omnia vanitas del Siracide e il pantha rei di Eraclito
Se il titolo dell'approfondimento ti scoraggia abbastanza,
dammela vinta e avanza di una casella!

Natura, cultura e società

Qui il discorso è semplice: se la nostra natura, la società in cui viviamo e la cultura che abbiamo appreso fossero orientate a renderci felici, ogni mattina aprendo gli occhi e scoprendo di essere ancora vivi butteremmo all’aria le lenzuola saltando in piedi e urlando qualcosa tipo: “cazzo, sì!” Per poi scoppiare a ridere, spalancare la finestra con tette e bigoli di fuori e urlare: “sono vivo, sono ancora vivo!” Poi mandare baci ai passanti, correre dai chi abita con noi, abbracciarlo staccandolo da terra o buttarglisi in braccio farfugliando: “anche tu, anche tu!” Prima di scoppiare a piangere dalla commozione.
Questo ogni mattina.
Volendo, ogni minuto.
Esagero, naturalmente, ma poiché non siamo almeno moderatamente entusiasti per la maggior parte della nostra giornata, almeno una di queste tre dimensioni ci sta ostacolando, ma non sappiamo quale: potrebbe essere colpa della natura bestiale (non dimentichiamo che -> l'invecchiamento dipende da fattori genetici che, passato il picco di fertilità, non stabiliscono il livello di ricambio cellulare sufficiente) e la salvezza risiedere nella civiltà e nel progresso; o al contrario le sovrastrutture ci inibiscono e la salvezza sta nel ritorno alla natura libera e selvaggia; oppure la colpa è nella società consumista e la salvezza nella letteratura o nell'ascesi mistica e nella saggezza orientale... però tu non lo sai. Quindi devi partire dal presupposto che non puoi fidarti ciecamente del mondo che ti ha generato, in cui sei cresciuto e in cui vivi.
Non ti conviene fidarti a priori di nulla che ti viene suggerito o che ti è stato insegnato.
Altrimenti, sei come un topolino che cerca il formaggio nella ciotola del gatto, non so se rendo l’idea.
Dubbi a riguardo? ...Te la sei cercata, approfondisci -> le condizioni alienanti della società contemporanea!

E quindi? Come la mettiamo con la felicità?

Non meniamocela troppo e vediamo di essere pratici: la vita è bella, però si soffre, e fin qui ci siamo; il mondo in cui viviamo e la nostra vita sembrano inafferrabili e provvisori, e la società non ci offre la felicità perfetta su un piatto d'argento. Cosa possiamo fare? Capire come essere più felici possibile con le nostre sole forze! Chiamala come vuoi: farcela, scoprire come diventare più felice, riuscire a essere ogni giorno un pochino più felice, ottenere più felicità possibile, dare un senso alla mia vita... ci siamo capiti.
Ecco perché richiede impegno, aumentare la propria felicità. Magari mentre ti impegni ti diverti, magari sei così coinvolto che di impegnarti neanche te ne accorgi... Ma la conclusione a cui sono arrivato io è che la felicità non cade come la manna dal cielo: la conquisti rimboccandoti le maniche, studiando e lottando per migliorare la tua vita un passettino dopo l'altro!

APPROFONDIMENTI:
Una riflessione di -> Vincenzo Fano: la felicità è donna e va corteggiata

 


> SOLUZIONI POSSIBILI       (clicca qui per tornare all'indice)


Principali atteggiamenti per affrontare la vita

Di fronte a questa insanabile frattura tra la volontà di essere felici e una realtà ostica, per usare un eufemismo, sono possibili molte reazioni, che per comodità raggrupperei in grandi insiemi: conformarsi, alienarsi, illudersi, sfrenarsi e angosciarsi. ...Belle, vero?
D'accordo, mettiamoci un pizzico di positività! Adattarsi, svagarsi, sognare, divertirsi, reagire lucidamente. Così va meglio? ;-)
Al solito, se non vuoi sorbirti la tiritera tassonomica non devi fare altro che fidarti ciecamente ;-) altrimenti...
-> confronto tra i diversi scopi dell'essere umano

. conformismo (questione di fortuna, l'importante è inserirsi, tutto ok, non sei diverso dagli altri etc.)
. alienazione (tifo sportivo, focolare televisivo, videogame, casinò, discoteca, riti funebri, commedie, un cannino, etc.)
. idealismo (ho trovato la soluzione ideale: paradisi vari, reincarnazione, avvento del proletariato, il progresso umano, etc.)
. edonismo(soddisfare il più possibile ogni istinto in ogni istante, carpe diem, fai quello che ti senti, etc.)
. eudemonismo
(voglio essere più felice possibile nella vita che ho, organizziamoci meglio che possiamo, etc.)

(in nero le inclinazioni da evitare, in rosso le attitudini interessanti, in fuxia quella che ho scelto io)


La fondamentalissimissimissima differenza tra disposizioni e credenze...
Questi sono atteggiamenti, non sono filosofie di vita consapevoli: sono disposizioni di spirito che si formano come reazione alla frustrazione del desiderio per risolvere il conflitto io-mondo. Influenzano le nostre scelte pratiche e anche le nostre preferenze culturali (politiche o religiose, etiche o estetiche, filosofiche o ideologiche). Le nostre preferenze culturali, invece, sono a mio parere sopravvalutate: essere cristiani, olisti, gay o di sinistra non dice nulla del cuore di una persona, cioè dell'atteggiamento di fondo verso la vita. Naturalmente, la nostra disposizione fondamentale è discontinua e influenzabile, addirittura contro la nostra stessa volontà: a me è capitato spesso di pentirmi per aver ceduto al soddisfacimento di un desiderio o di scoprire a posteriori che quella determinata scelta l'ho fatta solo per adattarmi conformisticamente. La persuasione pubblicitaria, le cosidette "tentazioni diaboliche", l'educazione, sono esempi di sistemi culturali che agiscono prima di tutto sulla nostra disposizione d'animo e anche, ma subalternamente, sulle nostre convinzioni. C'è una credenza che ti garantisce che una determinata persona rientri in una di queste categorie? A me pare di no: qualunque credenza può essere scelta per conformismo, per idealismo o per convenienza a seconda della situazione. La maggior parte dei cristiani del terzo secolo erano degli idealisti controcorrente, oggi lo sei più per consuetudine, così come abbracceresti l'Islam se fossi nato in medio oriente.
Siamo d'accordo sulla differenza tra atteggiamento/disposizione e credenze/scelte etico-culturali? Allora un'ultima precisazione: io credo che ognuno abbia un orientamento predominante; ma sicuramente li incarniamo tutti: talvolta segui la corrente, talvolta cerchi distrazioni, poi abbracci un ideale, o vivi nell'istante o ti impegni ma senza troppe illusioni.
Nota bene! Il conformismo ci rende suggestionabili da un potpourri di convinzioni confuse, quindi non è necessario distinguere il conformismo rivoluzionario sessantottino dal ciellinismo antiabortista, tanto che molti saltano scanzonatamente dall'uno all'altro, vedi -> Giuliano Ferrara. Invece, quando parlerò dell'idealismo, descriverò precise scuole di pensiero e credenze religiose perché l'idealista prende maledettamente sul serio le proprie convinzioni: non si può quindi conoscere l'atteggiamento idealista prescindendo dalle idee a cui aspira.
Piccolo rigurgito socio-antropologico: la maggior parte degli esseri umani, in giro per il pianeta, si assomiglia: vive con la stessa attitudine conformista, indipendentemente se è comunista, scintoista, islamica, occidentale... Pensaci: c'è una sola comunità umana su vasta scala dove non si debba obbedire a delle regole squisitamente convenzionali? Puoi entrare in una moschea con le scarpe intonse, appena estratte dalla confezione? Puoi andare a lavorare in banca vestito impeccabilmente ma a piedi scalzi? Puoi mangiare maiale nei paesi arabi? Carne di cane in Italia?

Adattamento o conformismo?

Ogni individuo deve adattarsi all'ambiente in cui vive. Semplicemente perché altrimenti viene escluso o sottomesso con la violenza. Tutto sta nel farlo il minimo possibile... Conformarsi supinamente, invece, significa credere che sia normale vivere come si vive senza mettere in discussione i modelli di comportamento a cui ci si conforma. Obiezione: e se vivessimo in una società che conformasse gli individui a stare meglio possibile, conformarsi non sarebbe la scelta più saggia? Sì, certo! Per me essere 'uguali agli altri', non è di per sé dannoso: se il branco segue regole sagge, i cuccioli del branco fanno bene ad adottare un comportamento imitativo. Del resto, proprio la volontà di distinguersi è un comportamento conformista su cui fa leva il messaggio pubblicitario che affianca al prodotto il tuo essere unico e speciale... tutti vogliono sentirsi speciali: quindi l'individualismo può essere conformista. Esempio: dal momento che ho deciso di seguire una dieta prevalentemente vegetariana, dovrei sospettare che sto facendo una scelta dannosa se scopro che proprio tra ceti poveri e anziani del sud Italia (con valori conservatori supini alla tradizione) si consumano moltissime verdure? Al contrario, mi conformo con gioia! Anzi, vado al mercato insieme alle vedove nere felice di ritrovarmi in un ambiente dove, essendo diffusa un'abitudine che giudico vantaggiosa, mi è più facile perseguirla! Infatti, nel mio "sistema feliciologico" includo indifferentemente principi normali, di buon senso, predicati da sempre e seguiti da tanti, come cose del tutto inquietanti. Ma qual'è il discriminante? Non posso dirtelo! Siamo nella sezione "soluzioni possibili" non nel metodo! :-D

la cultura come forma di condizionamento di massa tramite il plagio infantile

Anticonformismo di massa: siamo sicuri che il -> namyokorenghekio (non si scrive così, eh? Si scrive nam-myoho-renge-kyo o Daimoku, ma a noi... ci frega?) sia un'alternativa anticonformista rispetto al mito di diventare velina o calciatore famoso? E cosa pensare di Baggio, calciatore buddista: status symbol del conformismo o eroe del libero pensiero? Quando vogliamo blandire il nostro gruppo sociale, ci ritroviamo in un imbarazzante conflitto tra i pulpiti: quale mainstream (corrente principale) seguire? Il conformismo consumista o il conformismo moralista? Il conformismo di sinistra o il conformismo autoritarista? A trent'anni, passare il sabato sera in discoteca e tirare di coca è altrettanto comune che a trentacinque metter su famiglia e a cinquanta fare volontariato. C'è il barista cocainomane, l'arancione coi tamburelli, l'impiegato coll'Ipod, la mamma sfiancata tra il bimbo alla piscina e la sorellina al ballo, il rapper ribelle, il prete, il carabiniere e le varie mescolanze: barista coi tamburelli, carabiniere cocainomane, prete coll'Ipod... Non dipende da quale attitudine hai, ma se te l'ha orientata il branco.
Mi ricordo che da piccolo facevo l'originale: il "panimetallaro", perché ascoltavo heavy ed ero pacifista però mi piaceva la moda ed ero filoamericano (un nugolo di contraddizioni insanabili, evidentemente). Così facendo sfuggivo per caso agli ingranaggi del conformismo? Neanche per idea: ero l'unico panimetallaro della terra (avevo pitturato con lo spray da carrozzeria la A di anarchia sul Monclair, ma si può?) ed ero comunque succube dei modelli imperanti, anche se li avevo shakerati furiosamente... Mi identificavo con una divisa = conformismo. Ci tenevo al giudizio dei coetanei = conformismo. Volevo essere il più figo e il più originale = conformismo. Io, tu, siamo tutti intrisi di conformismo, e non ne saremo mai completamente esentati, perché siamo radicati nella storia (natura + cultura) collettiva.
Dubiti che la cultura è una pellicola trasparente che ti avvolge come un tramezzino? Hai mai sentito parlare di 67 minusvalidi scomparsi di cui già 12 accertati omicidi e centinaia di sevizie compiute da un prete miliardario nella clinica Giovanni XXIII gestita dalla Curia calabrese? E' la clinica degli orrori, e i mass media l'hanno totalmente passata sotto silenzio.
Nessuno ne ha mai sentito parlare.
(Online uno dei pochi articoli)

Perché è dannoso conformarsi al nostro ambiente

Facciamoci una domanda cattiva: ma la gente, è felice? Quella che vedi sull'autobus e al supermercato, mediamente, a te sembra felice? Certo, poveraccia, sta lavorando... Il guaio è che a lavorare ci si passa mezza vita, quindi la domanda è lecita ugualmente: la maggioranza della gente è felice oppure no? Io credo di no, credo che le persone comuni vivono una vita di ordinaria infelicità, ma siccome non è facile dare un metro di misura, mettiamola in quest'altro modo: ti va bene avere la felicità media che vedi intorno a te? Penso che se sei qui è perché stai cercando altro.
Bene, allora questo è un postulato fondamentale: se fai scelte normali avrai una vita normale.

Come vive la maggioranza delle persone? (Si direbbe la massa ma questo termine in sociologia è stato proibito come fosse apologia del nazismo...) La maggioranza delle persone vive conforme a uno o più modelli imperanti e seda l'angoscia del proprio fallimento esistenziale con qualche favola. In occidente, ad esempio, la maggioranza insegue il consumismo, vive una vita di stenti, si deprime, si consola con il divertimento e poi si consola pensando che qualcosa nell'aldilà dopotutto deve esserci... Comincia con l'obbedire alle aspettative sociali rinunciando ai propri desideri. Se ci riesce, diventa vittima di una sofferenza improduttiva di tipo depressivo. (voglio ma non devo) Quando invece il controllo cede e gli impulsi hanno il sopravvento, conservano il carattere onnipotente del bambino, gettandolo in una sofferenza improduttiva di tipo isterico. (voglio ma non ricevo). Passa quindi dalla sottomissione all'aggressività e a quel punto tenta di evadere dalla sua stessa vita, di dimenticarla, come spiego nel prossimo paragrafo.
Il comportamento da evitare il più possibile, quindi, è l'adeguamento supino alle richieste del gruppo.


Oibò, c'è sempre di peggio:
1. essere morti
2. il marasma e la psicosi
Quindi, quando siamo "normali", siamo vivi e lucidi. Ma pendoliamo tra la depressione e l'isterismo!

Evasione o alienazione?

Il bambino ha bisogno di favole perché non ha ancora la capacità di affrontare l'angoscia. Apro un inciso carino, per me, perché trovo incredibile quando la simbologia rivela palesemente il nostro profondo: i primi mesi di vita, il bimbo non teme affatto il buio; finché, quasi da un giorno all'altro, comincia ad esserne terrorizzato: nel buio si sente angosciosamente solo, in preda a minacce sconosciute, che sono la concretizzazione di una paura ancestrale: fantasmi, scheletri, mostri famelici, zombie, morti insanguinati, assassini, che altro rappresentano se non l'angoscia della morte, cioè la scomparsa di sé o di chi ama? Ogni bambino prima o poi fa esperienza dell'angoscia, che concretizza nel buio o in altri oggetti simbolici. Per alleviare l'angoscia si crea o gli vengono forniti dei sedativi mentali, cioè delle illusioni che lo proteggano dalla realtà. (Approfondisci qui -> i meccanismi di difesa dell'io) Questo a prescindere se le figure parentali utilizzino o meno gli stessi sedativi. (Babbo natale è un sedativo specifico per bambini, Gesù Bambino è usato anche dagli adulti) Infatti, anche da grandi, di fronte ad eventi traumatici e incontrollabili, la nostra sofisticata psiche è capace di creare una realtà fittizia che ci protegga dal marasma, dal crollo interiore. (Voglio ma non ricevo, quindi mi illudo)
Le illusioni sono necessarie, e la loro necessità dimostra che gli assunti da cui siamo partiti sono verosimili: la realtà è ostica, il mondo della natura e la società non sono disegnati per renderci felici. Evadere in un'illusione rilassa e rigenera (attività ri-creative), quindi fa bene: ci immergiamo in un romanzo come in un sogno che libera i desideri troppo audaci, e magari getta l'impulso per trasformarci intimamente (catarsi).

Perché è dannoso alienarsi dalla realtà

A patto che sia un break per prendere la rincorsa e non un rifugio per fuggire dalla propria vita: se vissute come alternativa alla vita, distaccandoci dalla realtà ci impediscono di crescere, cioè di apprendere come modificare la vita o accoglierla nella sua complessità. Ti faccio un esempio, ma prendilo per quello che è: la migliore delle illusioni è come la più bella fotografia di un tramonto paragonata a un temporale che ci coglie alla sprovvista... vento di pioggia impregnato di ozono, tuoni minacciosi che illuminano di immenso, terreno zuppo che odora di muschio, palpitante di trasformazione, di vita reale! Quindi le realtà immaginarie, i sedativi dell'animo, vanno adoperati con il giusto strumento: il realismo, il senso della realtà. Quando sognamo un sogno sapendo di sognare, noi restiamo l'artefice, il regista. Possiamo valutare se, quando e come sognare. Il campanello di allarme che ci dovrebbe far accorgere di diventare schiavi di un sogno è quando non possiamo aprire gli occhi: «Hai mai fatto un sogno tanto reale da sembrarti vero? Se da un sogno così non dovessi più svegliarti come potresti distinguere il mondo dei sogni dalla realtà?» (Wachowski Brothers, The Matrix) Posso decidere di svegliarmi oppure non so più quando sono sveglio e quando sto sognando?

il tuo mondo interiore è colonizzato da un palinsesto

Alcune forze sociali, tuttavia, hanno interesse a sedare le masse vendendo palliativi. E se la favola te la racconta qualcun altro convince di più... per questo sei grato alla società -soprattutto a una fonte autorevole come il genitore per il bambino e il medium per la massa- se ti anestetizza con un sistema apotropaico: insieme di elementi in relazione logica tra loro che ti persuadano del lieto fine. Gli spot pubblicitari ti promettono una vita felice acquistando il loro prodotto, l’Eden non ha data di scadenza quindi per sette sacramenti è un vero affare (ma ci sono i costi occulti dei precetti morali come non toccare il feto, non toccare l’8x1000, non toccare il bigolo o la patatina) i cinegiornali Luce e i telegiornali dispensano la consolante legittimazione dell’autorità in cambio del voto, e Hollywood garantisce che i buoni vincano sempre, che se usano la forza contro i cattivi è solo quando è giusto, e che tu -avendo pagato il biglietto- fai parte dei buoni. E' anche il funzionamento degli stupefacenti, che assumono il controllo di una persona rendendola dipendente. Questa è la differenza che passa tra l'idealismo e l'ideologia, tra la religiosità e le religioni dogmatiche; infatti, sia ideologie che religioni ci vengono opportunamente insegnate quando siamo piccoli, cioè quando confondiamo facilmente le illusioni con la realtà.
Un errore comune è pensare che ci siano due fronti contrapposti: da una parte il consumismo sfrenato, l'individualismo e l'illegalità; dall'altra i valori, l'altruismo e il rispetto delle regole. Può darsi, ma l'alienazione è assolutamente trasversale: alcune forze sociali si avvantaggiano se entri nel casinò, altre se entri in un luogo di culto... Molte persone trovano la serenità immaginando l'amore di un Dio Padre e una madre Chiesa: restando, perciò, perenni bambini. Il tifo sportivo, il consumismo, i casinò, guardare la tv, le onoranze funebri, le discoteche, i videogiochi, le commedie di Hollywood sono evasioni di massa. Ma oltre ad essere comportamenti conformisti, rischiano di condurre all'alienazione: e infatti, quando la persona perde il controllo, si immedesima nella finzione confondendola con la realtà e diventa schiava del "gioco", shopper compulsiva, videodipendente, fanatica sportiva o integralista religiosa...
La maggioranza delle persone vive una vita infelice, ma non avendo il coraggio di uscire dal conformismo, ripiega nell'alienazione.
Le leve per governare la massa (accidenti, mi è ancora scappata quella parolaccia!) sono le emozioni primitive: amore per un santo, odio del diverso, terrore senza volto. Le emozioni triviali incollano al medium, che evoca gli spiriti affinché si impossessino di te.

Idealismo eroico

Occhio: -> credere nell'aldilà, nel materialismo storico, nella patria, nel progresso infinito (-> estropianesimo) se è per educazione ricevuta, quindi senza aver messo in discussione le credenze dell'infanzia, non è idealismo...
Torna alla casella "alienazione conformista" senza passare dal via!

Molto diverso, invece, è decidere di combattere per un ideale pur sapendo quanto sia remoto o utopistico.
Per dare un senso alla tua vita è necessario che vivi per qualcosa di più grande di te.
Naturalmente qui non si tratta di decidere di illudersi, che è una contraddizione in termini, ma di decidere di combattere eroicamente: dal momento in cui si mettono in discussione gli ideali in cui siamo cresciuti e li si riconosce come tali, cioè appartenenti al mondo delle idee, si può anche decidere di combattere affinché la realtà si avvicini ad essi ma riconoscendo che sono irraggiungibili o almeno estremamente remoti e improbabili.
Questa è la fondamentale differenza tra Don Chisciotte e Cirano, posto che il primo non fosse consapevole dei suoi deliri e il secondo invece sapesse di combattere invano: Don Chisciotte, con pardon parlando è un alienato, mentre Cirano un vero idealista. E l'idealismo è meraviglioso. Combattere per un ideale da senso alla vita. Ti fa crescere, ti da spessore, e... evitare la noia! Ha un solo piccolo difetto, che se si prende sul serio un ideale, qualunque esso sia, si mette in serio repentaglio la qualità di vita. Il motivo è semplice: nella misura in cui ti sacrifichi per un ideale, beh... appunto, ti stai sacrificando! Un atleta che voglia ad ogni costo eccetera, sarà disposto a massacrarsi, a sovraccaricare il cuore e le articolazioni... Sacrificherà la salute, la famiglia o gli amici sull'altare della sua medaglia. Un idealista è anche capace di esplodere insieme ai suoi nemici.
Chiamalo terrorista, se vuoi, tanto le due cose non si escludono affatto: il terrorista è l'eroe di quelli che chiamano il nostro eroe terrorista. E in ogni caso, sia il terrorista che il vero eroe avranno il paradiso, un monumento e una vita difficile.
Madre Teresa di Calcutta è l'esempio perfetto, perché ha dedicato la sua vita a qualcosa di più grande della sua vita: ricambiare l'amore di Cristo e salvare le anime dall'inferno. Nessuno lo sa (e non è un caso, come -> ti spiego in questo articolo) ma è accertato che è stata una donna tremendamente infelice e perennemente depressa.
Io credo perché aveva completamente negato la sua natura umana, femminile e animale... Ma il corpo non perdona.
Se quello che ho scritto sulla futura santa ti sembra ridicolo o addirittura falso, prima di giudicarmi abbi il coraggio di leggere qui, oppure compera -> "come be my light": un libro curato da Padre Kolodiejchuk, membro delle Missionarie della Carità, nonché postulatore della causa di canonizzazione della beata; questo libro raccoglie le lettere che Teresa scrisse ai suoi confessori per oltre cinquanta anni. E' un diario intimo della vita della futura santa...
E scrive quello che nessuno si immagina.


Sistemi idealisti (Le scelte idealiste non sono intercambiabili come le adesioni conformiste)

Se il pensiero positivo e i consigli facili di self-help hanno il limite di ridurre la felicità al buon umore, l'adesione a degli ideali si situa all'estremo opposto: rende la vita degna di essere vissuta, spesso sacrificando la serenità, la salute, il buon umore.

Il Buddismo fatto sul serio (distacco da qualunque attaccamento affettivo)

Per alleviare l'angoscia puoi liberarti dai desideri. Il miglior programma per alleviare l'angoscia è il buddismo originale. Lo rispetto ma non lo prediligo: finché c'è speranza di felicità, per me è un po' come buttare il bambino con l'acqua sporca: pur di non soffrire scegliamo l'atarassia, il distacco dalle passioni. Ottima strategia solo se ci si trova in una situazione disperata... Segnati di diventare monaco, quando ti daranno quarantott'ore di vita, ok?

In occidente, il Dalai Lama ha saggiamente promosso una versione light, o buddismo all'americana: non devi affatto rinunciare al desiderio, solo alle emozioni negative: e verrai pervaso da pace, amore e sano, scanzonato egoismo...
E' raccapricciante come lo si possa confondere con il pensiero positivo, i figli dei fiori o il meeting CL di Rimini, e il motivo è semplice: la maggioranza delle persone che parlano di 'fare il vuoto interiore' e di karma, potrebbero parlare ugualmente di reiki o Medjugorje o che figo è Don Giussani, che non cambierebbe niente né a loro né a noi.
Si annoiano, captano una nuova moda e la assorbono per darsi uno stile popolare, trendy (cioè che segue un trend).
Se sono un po' depresse e hanno bisogno di rimuovere l'angoscia della vita, hanno a disposizione l'escatologia nirvanica, che infatti ha tutte le carte in regola per la medaglia del favolismo alienante: ti spiega perché soffri, ti dice che fai bene a rassegnarti e che non morirai ma confluirai nel Brahman e sarai tutt'uno con i fiorellini, tutti una sola cosa in Cristo e nella Comunione dei Santi... ops, forse mi sto confondendo con un'altra favola ;-)
Qui ho approfondito cos'è il buddismo, cosa propone di utile e quali sono i suoi rischi: -> la felicità buddista

Il fiorente marketing della trascendenza
(quarta via di Gurdjeff, Scientology, Soka Gakkai, Hare-Krishna, Fabrizio Paoletti, New Age, focolarini...)

Ci sono al mondo un'infinità di guru che fanno pacchettate di soldi vendendo cose geniali che trovi anche gratis (e che non hanno inventato loro) condite da aria fritta (inventata da loro). Cosa ne so io? Innanzitutto ho scoperto Robbins che avevo quindici anni, a sedici ho partecipato a degli incontri con dei tizi e studiato "il vulcano che c'è in te" di Ron Hubbard (Dianetics, poi diventata Scientology), poi vari altri meeting, ho camminato sul fuoco, weekend in giro per il mondo a Londra, ad Assisi e incontri esoterici al limite dell'illegalità, che quindi non posso e né serve che ne parli. Non ho quindi avuto pregiudizi (bensì... "postgiudizi" come quello che esprimo qui) e preferisco saggiare con mano prima di giudicare, ma se mi scotto lo dico!
Tutte queste 'scuole' o sette (te la prendi se ci includo anche i centri di riabilitazione dalla tossicodipendenza, qualche psicoanalista deontologicamente spregiudicato, i Testimoni di Geova, i mormoni, il comunismo e l'Opus Dei?) si fondano sui seguenti presupposti:

1. noi possediamo una via migliore e più completa di qualunque altra 'scuola'
2. per scoprire l'illuminazione devi seguire un maestro
3. all'inizio non puoi capire tutto: prima devi essere dei nostri, poi col tempo capirai
4. il nostro sistema, credo, eccetera, spiega tutto

Mi chiederai (non me lo chiederesti mai, ma siccome sei una persona gentile, fai uno sforzo e chiedimelo, no?) cosa centra il comunismo? Una volta sono stato in un centro di Lotta Comunista e ho fatto alcune domande non allineate (suggerivo che la dialettica fosse pura metafisica e non legge scientifica della storia perché se non può pronosticare quando un ordine, un impero, una classe, cioè una tesi viene ribaltata dall'antitesi, è come prevedere che prima o poi la terra finirà. Grazie, ma quando? Domani o fra -> 500 milioni di anni?) Fu come se avessi bestemmiato durante l'elevazione... L'oratore mi liquida con sufficienza: "leggiti il mio libro e poi ne riparliamo" e mi si allarga intorno un buco nero umano. Come fossi diventato invisibile. Quindi anche LC, per quanto mi riguarda, risponde ai punti detti sopra.

Pregi
- Ovviamente ti offrono una comunità di amici (interessati, e che ti rifiuteranno se un giorno abbandonerai la "scuola"... begli amici di merda! Io ho amici cattolici, testimoni di Geova, newageisti, buddisti... Anche un amico neonazista, ma che mi importa? So che e 'nu bravo quagliò, non ha mai fatto male a nessuno, solo che si esalta per alcune forme estetizzanti e nostalgiche di autorità, ma finché non mi ammazza le vecchiette e si limita a farneticare con due gatti filosofi, perché dovrei rifiutarlo, che ci vogliamo bene da vent'anni?)
- I maestri sono persone con grande esperienza, cultura e carisma, sicuramente molte tecniche e consigli sono validissime. (Per questa ragione, persone anche colte e intelligenti vengono calamitate nell'orbita e lentamente fagocitate) Il fatto è che non sono gratis: in cambio vogliono trasformarti in un loro seguace. Compra un libro usato di Anthony Robbins e avrai in mano un testo da studiare per anni con le tecniche migliori. Non avrai bisogno d'altro.
Se vuoi partecipare a uno dei seminarshows, dancemeeting e simili, ti consiglio questo gruppetto di aficionados della -> crescita personale PNL: sono persone semplici, cordiali... economiche.

Difetti
Che ti liberi da una galera per andare a remare in un'altra. Ti "liberano" dal conformismo, dalla vacuità, magari anche dalla depressione, ma ogni cosa che ti danno lo fanno solo affinché tu creda in loro e li serva. Sarai un allievo a vita, anche quando diventerai un maestro: avrai sempre qualcuno a cui devi obbedire come nell'esercito o... nel clero!
E nelle imprese multilevel-marketing. Tutte le sette hanno una gerarchia palese o occulta, e se tu vuoi partecipare devi uniformarti, altrimenti sei un "esterno".
- Come capire le loro intenzioni coercitive? Guarda è davvero semplicissimo: nelle riunioni di gruppo (messe, quando incroci altri pazienti, eccetera) favoriscono la critica, il dissenso, o esaltano e premiano il bravo allievo che ripete la lezioncina? Magari adesso stai pensando... hum... ma tutti i gruppi sono così, pure la compagnia del quartiere e l'Arci! Ma niente affatto, sarà normale nel nostro mondo di m***a, ma: una compagnia di veri amici non ha una gerarchia e nessuno si sottomette, si cerca di prendere le decisioni tutti insieme e al centro ci si va un po' per ciascuno.
- I maestri sanno. Hanno capito tutto, sono il top, non hanno nulla da imparare da te: loro ti spiegano e insegnano, tu ascolti e impari, fine della storia. Prova a fare finta di essere perfettamente d'accordo e a guardarli venerante... Ti riserveranno subito un trattamento privilegiato, cioè premieranno la tua docilità. Prova invece a leggerti bene il libro di un qualunque altro guru, Osho, Sai Baba, guarda ne trovi a montagne! Citaglielo dicendo che è fantastico e trovi il suo insegnamento fondamentale: lo criticheranno senza entrare nel merito, senza salvare nulla! Mai un guru che dica: Osho? Interessante, magari un giorno ci andiamo? Anthony Robbins? Ah, certo, anche io lo adoro, è un grande!
Toh guarda... caso vuole che sempre i loro eventuali maestri sono ahimè defunti dopo aver lasciato a loro frammenti unici di un insegnamento perduto, oppure sono entità incorporee (ehm: "colui che mi ha mandato, il Padre mio che è nei cieli...") o lama introvabili su qualche remoto cucuzzolo e di cui non possono rivelare il nome...
Conclusione: loro rimangono gli unici che possono salvarti, chiaro no?
- Aria fritta: siccome oltre a tecniche che puoi apprendere anche da te o da altri gruppi non possono offrirti perché a meno che non sono schizo non hanno avuto nessuna rivelazione da una porta multidimensionale, inventano dei tesori invisibili (= inverificabili): la vita eterna, la purificazione interiore, la liberazione dal ciclo di rinascite, far parte dei centomila eletti di Geova, apprendere la telepatia, incontrare gli alieni che ti porteranno in un altro pianeta... Credi che me le sto inventando? Non ce n'è bisogno, Scientology parla di alieni e viaggi astrali, Sai Baba crea l'oro dal nulla (con volgari trucchetti da prestigiatore). Il tutto è coronato da incredibili esperienze che però tu non puoi ancora fare: viaggi astrali (io ne ho fatti tre con l'LSD che mi hanno sconvolto la vita), sogni lucidi, telepatia, miracoli, visioni... E da un'accozzaglia di cose pittoresche come stigmati, amuleti, segnali giganteschi per far trovare parcheggio ai posteri che verranno a sciogliere i seguaci dalla crio-ibernazione...
C'è da non crederci, ma se pensi che a Lourdes ci vanno CINQUE milioni di persone ALL'ANNO...!
(Almeno -> così scrivono qui)
- Umiltà e gratuità: la maggior parte dei guru sostiene che non riceve denaro, molti di questi sono modesti e dicono di essere solo degli umili messaggeri, tutti nascondono le proprie ricchezze e ne hanno parecchie. Nessun guru è veramente povero, ma si presentano tutti in scarpe da ginnastica e tunica grezza... Osho addirittura dice che non ha niente da insegnare, che non è un maestro e che non bisogna mai seguire quello che lui dice ma ragionare con la propria testa. Lo diceva anche Nietzsche (da cui copia frasi precise ma dimenticandosi di citarlo) ma Nietzsche non aveva 70 limousine. Non so perché i guru abbiano sta fissa di collezionare auto, chi Ferrari, chi Rolls... Vengono idolatrati da masse di seguaci che parlano di loro arrossendo, come se non fossero degni, e investendoli di epiteti sacri. Reverenza stile vieni Signore Gesù. Un altro che aveva tutto chiaro, ma si dimenticò di spiegarci che dalla muffa si può ottenere la penicillina. Ecco quindi l'ultimo punto in comune: non lavorano. Il guru fa di mestiere... Il guru!

- Robbins: "Come migliorare il proprio stato" eccetera è il libro più completo, 500 pagine fittissime di tecniche. Completo e organico. Io l'ho studiato seriamente e ogni due anni me lo rileggo. Al finale scivola in una manfrina sulla generosità e getta qualche amo per adescare nella sua setta di robbinsiani, tutti convinti, incravattati, sempre sorridenti... ommioddio.

- Osho: adora contraddirsi, sostiene che è stimolante. In effetti ci riesce: non seguitemi! Poi fonda ranch di seguaci... Spogliati di ogni fede e torna bambino! Come se i bambini non fossero l'apoteosi della credulità... Abbandona il tuo ego! I tuoi soldi dalli a lui e il sesso pure, fallo con lui, tanto chi è puro non si corrompe, accetterà volentieri la tentazione!
E' il prodottino adatto alle persone semplici che vogliono velare di spiritualità il proprio squallore quotidiano.

- Gurdjieff / Ouspensky: 'anartra teoria sincretista che dice di cogliere er mejo der mejo di tutto, da induismo a cristianesimo a sufismo con annesso enneagramma. Scopo? Crearsi l'anima e diventare immortali tramite la consapevolezza. Manca l'optional del viaggio astrale. In questo saggio spiego -> da dove viene la banale ossessione di immortalarsi. Bruno si fece bruciare perché riteneva che i pianeti avessero l'anima, Gurdjieff dice la stessa puttanata dopo duecento anni di scoperte scientifiche e ci specula sopra. Inelegante, quantomeno.

Risorse critiche (attenzione, talvolta mosse da vittime di altri pulpiti!): (tutti i link vanno a siti esterni)
Scientology - catechismo cattolico - profezie, fine del mondo, Maya e cazzate simili - Patrizio Paoletti - Testimoni di Geova - Soka Gakkai - Anthony Robbins - Sai Baba - Osho - Comunione e Liberazione - Lotta Comunista - Focolarini

L'edonismo libertino: la vita al massimo

Se l'edonismo aspira al piacere, il libertinismo è un edonismo concentrato sul piacere immediato dei sensi; per questo, Kierkegaard la chiama la vita 'estetica'.
Il suo emblema non è Don Giovanni o Casanova, bensì il marchese De Sade (e qui spiego il perché). Ma cosa c'è di tanto scandaloso nel piacere sfrenato? Hai mai partecipato a un'orgia? Io no, e ormai non mi sento più l'età adatta, ma se tutti si mettono il cellophan al bigolo, per me ci può andare anche mia mamma... Vasco non lo conosco personalmente, e certamente in quanto uomo di spettacolo e di successo è un conformista sputato, non ha nessuna importanza se biascica di libertà e ribellione! Però, da quel che ho letto nella cronaca, deve essere un tizio che, a parte il conformismo inevitabile dello show business, cerca di vivere perennemente al massimo e al di sopra delle regole e delle convenzioni. In parte è anche un idealista (il suo ideale si chiama libertà) ma ciò che persegue è il soddisfacimento degli istinti, non il semplice divertimento: il libertinaggio è l'adorazione della carne e delle sensazioni. C'è qualcosa di mistico, nella lussuria, non pensi? Sembra coincidere con l'evasione eppure è ben diversa: l'evasione usa i sensi per fuggire dalla realtà rifugiandosi nella fantasia, il libertinaggio usa la fantasia per dilatare le sensazioni e svolazzare languido da istante a istante... L'evasione ferma il tempo, la lussuria insegue il presente che scappa. Ma il divertimento e il piacere dei sensi hanno una caratteristica in comune: anche -> il piacere è solo una parte della felicità.
E tra l'altro non è affatto facile vivere per il soddisfacimento del corpo, anzi è faticoso: essere dissoluti incasina la vita e la accorcia Ehm.. Proprio come per i terroristi, con pardon parlando! Ciononostante, questo stile di vita non è per niente scemo, e il ragionamento che lo giustifica è il seguente: posso morire da un momemto all'altro, quindi vivo come se questo fosse l'ultimo.
Giusto. Peccato però che se non lo è...

Quindi, è vero che essere felici significa vivere le emozioni desiderate: saperle gustare quando accadono, saperle pregustare e rigustare ricordando. Ma il flusso, i valori, i sentimenti, non si riducono al piacere, e il piacere duraturo si persegue anche tramite lo sforzo... Il vero edonismo è maledettamente spirituale, e lo possiamo chiamare:



> EUDEMONISMO

(ma che nome orripilante! ...D'accordo, d'accordo, chiamiamolo: "edonismo catastematico" hahaahahahaha!!!)
(clicca qui per tornare all'indice)

Scusa ma... e perché non ci poniamo come scopo una vita lunga, intensa, avventurosa ma che non spappoli il fegato? E perché dobbiamo scegliere tra i piaceri sensuali e i piaceri spirituali? Insomma...
Perché non puntiamo ad avere tutto? Piacere, divertimento, passione e sogni per il maggior tempo possibile?
E infatti, che cavolo sto a scrivere, io, senò? ;-)

Il nostro obiettivo assoluto quindi è:

1) Una vita piena di momenti di godimento immediato dei sensi. (L'edonismo libertino che abbiamo visto sopra)
2) Ma anche il piacere interiore, come il godimento estetico del bello (l'estetismo dandy di Oscar Wilde)
3) Anche però i piaceri durevoli: amici, amore, una vita lunga, sana e libera (piaceri catastematici, li promuove ad es. l'epicureismo)
4) A questo punto aggiungiamo quegli aspetti della vita che non si riducono al piacere, ma che donano intensità e spessore a noi e alla nostra vita: le passioni. (Che deriva da patire, cioè soffrire... Hai presente quando piangi leggendo un romanzo perché i due amanti muoiono, come in Romeo e Giulietta o L'insostenibile leggerezza dell'essere? Stai soffrendo, giusto? Ma è meraviglioso... Perché gli esseri umani sono in grado di amare le emozioni intense, anche negative: paura, orrore, strazio, desiderio, rabbia, tristezza... Sono liberatorie, catartiche... emozionanti, appunto!)
5) E, per completare, la dimensione ideale: intima crescita e una missione altruista nel mondo...

Piacere dei sensi e interiore, affetti, una vita lunga e libera, emozioni romantiche e virtù olimpiche!

Questo è l'eudemonismo (definizione di eudamonismo o eudaimonismo molto chiara - ma ovviamente critica - in un sito "mariano"), l'orientamento etico che pone come scopo della vita il raggiungimento della massima felicità possibile, in tutti i modi possibili.
In pratica, significa che tutto quello che decidiamo va orientato al nostro bene, non al bene sociale, cosmico e morale (come ad esempio l'imperativo categorico kantiano). Il bene morale -gli altri e gli ideali- vanno subordinati alla propria felicità. Le virtù, anche quelle civiche, vanno coltivate non perché qualcuno lo comanda o perché è nella nostra natura, ma se e quanto ci rendono più felici. E il piacere stesso, può essere subordinato solo a un piacere più grande, a un godimento più duraturo, più vasto o più profondo.
Più difficile è bilanciare ingredienti antitetici come il soddisfacimento dei sensi o sacrificarsi per un sogno ideale. Stabilito lo scopo in generale, l'edoné, il godimento nel senso più ampio, sappiamo solo che Kant, De Sade e Cyrano sono carenti. E che ci occorre evadere dal conformismo, accogliere l'angoscia, risvegliare l'ossessività idealista ma imbrigliarla, sprofondare nell'attimo ma salvandosi dalle conseguenze dell'intemperanza...
Per questo, in generale, tutto ciò che ci asserve ad altri padroni che non sia la felicità esistenziale (edoné in senso ampio) è nostro acerrimo nemico. Ciò che ci procura una forma di piacere, può essere utile o dannoso.

Il nero è un nemico dichiarato, il rosso è un ingrediente da saper dosare:
1) Conformarti significa sottometterti. (rileggi)
2) Ossessionarti per un ideale significa diventarne schiavo. (rileggi)
3) Vivere sfrenatamente i propri istinti significa perdere il controllo del proprio futuro. (rileggi)
4) E non puoi fidarti ciecamente né della tua natura né della società in cui vivi. (rileggi)
Già, ma quindi come facciamo a discernere, della natura e della società, ciò che favorisce la nostra felicità? Come facciamo a scegliere il metodo migliore, l'arte migliore, e insomma a scegliere? Se ti guardi allo specchio noterai che il tuo volto è collocato su un lato di una specie di protuberanza, di arto monco: si chiama "testa". Che non serve solo per sorreggere la faccia ma ha l'ulteriore scopo di contenere il cervello...
E visto che c'è, perché non provare anche a usarlo, questo cervello? :-DDDDD
Che ti offre due simpatici strumenti: intelligenza e ispirazione (istinto, sesto senso, voce interiore, sentimenti...)

Strumenti: follia, mantica, visioni, deliri vari

Per ispirazione intendo l’intuizione personale ma anche le voci interiori o la parola di un dio. Però, ispirazione, intuizione e fede sono dei vissuti personali che non dipendono dalla nostra volontà: non siamo noi a decidere se avere una buona intuizione, se credere un Dio piuttosto che un altro. Ci capita, semplicemente. Non potresti mai credere in Allah se sei un mormone o nell'ascensione di Maria se sei un rabbino... Sono accadimenti che non decidi, mentre ti accadono... Eppure, possono essere favoriti, propiziati... Questa è la mantica! E come facciamo a farci rapire da un dio?
Sviluppando un metallo simile all'electron: carne consapevole.
La carne già ce l'hai: sei vivo/a. La consapevolezza pure: adesso stai pensando.
Ora, si tratta di fonderle in un'unica lega.

Premessina su etica, morale e altre cose noioserrime

Fra poco parleremo dell'intelligenza. Poi parleremo di misura, moderazione, economia, salute e sicurezza.
In pratica, più sei intelligente, e più ti annoierai!!!
Perché ti dirò concetti su cui hai già riflettuto, che hai già letto, che altri hanno già spiegato, da Aristotele alla PNL. Perché questi concetti nascono in qualunque cervello che ragioni sulla vita umana.. e si chiamano etica.
Le etiche sono quella parte della filosofia che nasce dall'applicazione della razionalità all'esistere, al fine di orientare le scelte e l'agire umano. Le etiche sono quindi teorie che stabiliscono lo scopo della vita e come perseguirlo. Chi segue un'etica, perciò, adotta una morale (il significato etimologico è lo stesso identico) che viene comunemente considerata come quell'insieme di valori e precetti, frutto di un sistema dogmatico (come una religione rilevata) o di un ragionamento filosofico, come l'etica.
Non mangiare carne di cane (ma mangiare carne di cavallo e di maiale) fa parte di una morale. In pratica, se a te ripugna mangiare carne di cane, non è perché hai fatto un ragionamento, ma perché hai assorbito i valori della tua cultura: gli inglesi inorridiscono sapendo che la nostra bresaola può essere di carne di cavallo, e gli etologi ci assicurano che il maiale è almeno intelligente e sensibile quanto il cane. Se sei davvero così intelligente, quindi, da trovare noiosi e scontati i ragionamenti etici, allora ricordati che ognuno di noi è intriso di una morale cordialmente assurda... Non è detto che ciò che è banale è anche semplice da fare... Ripassa, quindi, l'ovvio dell'etica, accostando quello che leggi a quella zona d'ombra, nella tua vita, che ti imbriglia silenziosamente...
Avviso per le lettrici!
Io ho vissuto il mondo come un maschio. Anche se mi è impossibile decretare se faccia più cagare Sex and the City o Arma Letale, è un fatto che so per esperienza come si scarica una Beretta, mentre non mi sono mai incollato un pannolino nei tanga.
Dipende dai condizionamenti culturali? Sicuramente anche. Dal testosterone libero? È plausibile. Dalla quantità di innervazioni interemisferiche presenti nel ponte calloso? Non lo escludo.
Ma rimane il dato di fatto che, qualora accadesse che io mi cominciassi ad annoiare a una partita di scacchi, qualunque altra donna che conosco e molti amici dall'indole creativa, si starebbero già putrefando. Se quindi, per un uomo, intellettuale, che ha letto un centinaio di saggi, organizzare in maniera razionale la propria vita costa un notevole sforzo, per chi ha un'indole creativa o non ha letto già cento saggi filosofici, potrebbe condurre alla putrefazione.
Lo so.
Tutto quello che posso dirti, per convincerti a proseguire, è che, se assimili i principi "etico-filosofici", quando li supererai nella magia teurgica, vedrai alle tue spalle aitanti scacchisti, gelidi informatici, compassati ingegneri e divoratori di saggi kantiani, trascinarsi come zombie ubriachi senza capirci più un cazzo.

Strumenti parte II: l'esercizio dell'intelligenza

L'intelligenza è l’unica facoltà che abbiamo che possa emanciparci dalla natura, dalla cultura e dalla società (pur crescendo da e in esse) e che possa essere favorita, allenata e incrementata. Puoi diventare più intelligente, se vuoi. E puoi imparare ad agire seguendo la tua intelligenza, se vuoi.
E puoi decidere di lasciarti possedere da un dio. (Esatto: poi ti spiego come)
L'intelligenza è un'arma. È qualcosa di orribile, di diabolico. È il fuoco rubato agli dei. Significa vedere il mondo con l'occhio della mente trasfigurandolo negli ectoplasmi dei concetti e dei numeri, come quando Frodo infila l'Anello.
Io al liceo studiavo poco, e me ne pento. Poi ho tentato di recuperare, e ho terminato l'università con il massimo dei voti, però poi il lavoro ha raso al suolo tutto. Faccio tantissimi errori anche banali, perfino di ortografia, ho una cultura di base fatta come un gruviera e non sono specializzato veramente in nessun campo. Ma tutti abbiamo sempre bisogno di studiare! Sempre! E' stupido fare dei paragoni, chiedersi quanto siamo "colti", perché anche le persone più colte non padroneggiano tutti i campi del sapere... Il sapere è come lo spazio profondo: cosa conta se tu sei arrivato solo sulla Luna, io magari su Mercurio, e qualcuno anche sul Sole? L'importante è viaggiare nello spazio, punto! Voglio fare un elenco delle cose più importanti da conoscere.
Ma non è facile... Fellini? Gli etimi latini? I monumenti alessandrini? Gli interferenti endocrini? :-D
C'era un ponte di roccia naturale e nessuno ci saliva. Morire è molto brutto.
Io ragionai: se sta su da tanto, e pesa molto rispetto a me, che probabilità c'è che possa rovinare perché io ci cammino sopra? Mentre ci passai, non stavo camminando su quel ponte: ero nel vuoto. Sostenuto dalla ragione.

il tuo mondo interiore è mitologico
(Prima tutti si cagavano addosso, mentre ci passavo trattennero il respiro, poi mi seguirono tutti dicendo che cavolata. A me gli esseri umani talvolta stanno così sul cazzo...)

L’intelligenza è formata da: esperienze, nozioni e ragionamenti

Un viaggio ti offre l’opportunità di acquisire esperienza. Ma anche, in maniera diversa, qualunque concetto o nozione che impari criticamente; viaggiare è un modo per conoscere, conoscere è un modo di viaggiare. Ovviamente solo se applichi, sulla tua esperienza o conoscenza, la riflessione: e più rifletti, pensi e ragioni, più diventi capace di farlo.
E quando unisci l'esperienza, la conoscenza e la riflessione, stai incrementando drammaticamente la tua intelligenza e creando un potente alleato per vivere meglio.
Perché l'intelligenza ti può aiutare per le emozioni... e con le emozioni!
...E alle emoz- scherzo.)
Ad esempio: come è fatto il tuo mondo interiore? Già. Cosa c'è, dentro di te, ad esempio adesso?
Flusso di coscienza, stato, memoria, rappresentazioni... Ne hai un'idea confusa, vero? Per forza, perché l'unico che ha fatto uno schema del mondo interiore, nell'universo, SONO IO!
Eccolo qui: http://www.scibile.it/vita_umana.html
(a dx trovi lo schema processuale del mondo interiore)

schema del mondo interiore

La libertà è seguire i tuoi istinti per libera scelta, e anche i precetti sociali... ma per libera scelta!
Più intelligenza = più libertà.

The core: l'ammorrrreeee!
La cosa più intelligente che puoi fare è porti come obiettivo la tua felicità. Ma facciamo un passo ancora...
>>Le<< felicità: perché non sono mica tutte uguali, e neppure la stessa per tutta la vita!
Quindi, in un momento di calma vigile, ovvero "quando" esercitare l'intelligenza, ti siedi in giardino o in poltrona o per terra, e cerchi di capire che cosa veramente ti può fare felice, cos'è veramente essenziale e cosa è secondario. Pensaci veramente: un figlio? Immortalarti dando il nome a una luna di Giove? Se scavi a fondo, scommetto che anche tu scoprirai come il cuore della felicità consista nell'amare se stessi e scambiarsi amore con qualcuno, e un pizzico di sano controllo sugli eventi che ti circondano.
Sì, lo so che lo dice anche Alberoni, Tamaro e Celentano, ma noi non vogliamo essere originali a tutti i costi!
Questo è uguale per tutti i primati perché siamo animali sociali (branco, gruppo, famiglia, pari... clan, logge ;-)
Il resto è un pretesto: avere successo è un pretesto per amarsi, avere un figlio un modo per scambiare amore con qualcuno. Vorrei che tu riflettessi un attimo, però, sul fatto che spesso le persone, invece di raggiungere lo scopo... raggiungono solo il pretesto! Quanti genitori hai sentito lamentarsi, non sentirsi rispettati o ricambiati? E sono sicuro che se una persona non si stima, se raggiunge successo non cambierà idea. Però questo è quello che ho scoperto dentro il mio cuore, magari al centro del tuo non è esattamente così e io non ho capito un cacio dei primati.
Riguardo all'amore, ci dedico un paragrafo a parte. Per ora stiamo cominciando a esplorare la composizione del vertice della felicità, cominciando a tracciare alcune direttrici: la felicità è per tutti: piacere, amore, controllo sugli eventi concreti.
Per andare avanti, non far fare tutta la fatica a me... mentre leggi, fai introspezione e chiediti sempre se è così anche per te! Perciò, chiedendoci quali sono i più alti obiettivi e non i pretesti, scaviamo nel cuore.
Ma siccome il cuore fa parte del cervello e il cervello fa parte del corpo...

Le regole del gioco: la realtà concreta

Per vincere dovrai conoscere le regole. Le regole dell'universo.
E magari sono regole assurde, ma quelle sono!
Abbiamo parlato della felicità come piacere e vagamente accennato all'importanza dell'amore, ma prima di parlarne sul serio, cominciamo ad approfondire il controllo degli eventi...
Sì perché ci sei tu che vuoi essere felice, giusto? Ma vivi affondato nella tua natura istintiva, biologica, eventualmente spirituale (peccato, Samsara, eccetera), e condizionato dalla cultura in cui sei nato, in una realtà di forze sociali contrapposte di cui ognuna esige da te sottomissione esclusiva. E in tutto questo devi riuscire a strumentalizzare la tua natura orientandola al tuo fine e ottenere dal mondo ciò che ti serve... Se volevi una soluzione facile, beh scordatelo, ma... diventare profondamente felici, ti rendi conto se ci riusciamo?
Qui puoi trovare una sintesi delle osservazioni più ragionevoli, spero, intorno al mondo, alla società e alla natura umana: www. scibile.it
(Si beh, in effetti l'ho scritto sempre io... Lo ammetto, d'accordo, è volgare autopromozione!)

Per esempio: io trovo assurdo dover bere 3 litri di acqua al giorno, ma soffro di calcoli, quindi mi conviene, e allora vado sempre in giro con la mia bottiglietta! Già, perché per essere felici, innanzitutto bisogna avere una vita pratica che funzioni, questo è un punto di partenza imprescindibile! C'è un bellissimo film che prende per il sedere questo atteggiamento pragmatico, è Ultimo tango a Parigi. I due rivali alla fine si incontrano; Marlon Brando osserva con raccapriccio l'altro amante spiegargli che il suo segreto è... trenta flessioni tutte le mattine! In effetti, essere prosaici non è mai romantico: romanticismo e prassi sono agli antipodi.
...E se invece vuoi una vita romantica?
Ok, torna a "idealismo" e metti in conto che sarà sublime ma dannatamente tormentata!
Tu sei un animale di carne, hai un corpo, delle viscere, necessità di zuccheri e istinti animali... Questo, significa concretezza! La tua macchina deve funzionare, perché non ne hai due, quindi stabiliamo i presupposti per essere felici: il sacro vestibolo della feliciologia!

Essentials (prosaici, poco romantici e fottutamente imprescindibili)

Salute
(pochi zuccheri, bere molto, sport aerobico, riposo notturno 6-8 h, poco tabacco, poco alcol, no droghe pesanti)
Denaro
(più entrate delle uscite o meno uscite delle entrate, un piccolo risparmio, mantenersi aggiornati in ciò che fai)
Sicurezza
(guida prudente, difesa personale, una rete di amici e altre... precauzioni!)

Gli essentials sono banali, e la loro soluzione anche!
Per avere l'essenziale, non devi né seguire il branco né distinguerti.
Solo... ragionare.
Questi obiettivi pratici, sono banali; e anche i mezzi per raggiungerli!
Se ti viene un cancher al retto, puoi fare la chemio, andare a Lourdes, da Sai Baba o metterti il santino di Padre Pio nel cu... Vuoi un consiglio? Ascolta Aristotele: applica l'etica classica!

Problemi banali, soluzioni razionali:
1) parla con molte persone (esperienza indiretta) prendendo appunti
2) poi vai su Wikipedia prendendo appunti
3) poi ti leggi degli articoli prendendo appunti
4) poi incontri almeno due medici prendendo appunti
5) poi ti studi gli appunti come per un esame, termini e significati e opinioni (le "scuole di pensiero")
6) poi ti chiudi in casa per due giorni, ragioni e rifletti (e mediti, anche)
7) decidi.


Adesso RISPONDI SENZA RILEGGERE SOPRA: qual'è quella cosa che devi fare a tutti i maledetti passaggi? ... Hehehe, non hai preso appunti? ;-)
Poi le rivediamo bene passo a passo nella parte del metodo.
Amore dolce, se stai pensando: "ma mentre parlo con le persone mi deprimo", "mentre leggo su internet piango", "se mi chiudo in casa mi suicido", fregatene: in questo momento non devi preoccuparti di FARE, ma solo di ORGANIZZARE! Ordinare gli obiettivi, compreso quindi l'obiettivo di studiare 1 ora al giorno biologia, di superare l'angoscia che ti impedisce di studiare biologia, di decidere come, quando e perché. Di capire. Ora stai riflettendo. E forse, hai appena scoperto che la razionalità è... un sentimento.
(Non proprio, ma dipende dall'attivazione del sistema reticolare talamico, che può essere calcolata sulla Scala di Glasgow: coma, sonno senza sogni, REM, fase ipnagogica, stato rilassato e immaginativo, attenzione, concentrazione, battaglio- no forse questo no, e che corrispondono a diverse frequenze cerebrali)
Se studi il cervello, scopri che noi siamo animali, cioè "cose che si muovono per emozione".
Pensare è un movimento interiore, quindi presuppone una disposizione d'animo... Ragionare non è un sentimento, ti ho mentito spudoratamente, ma è una facoltà che richiede uno stato emotivo preciso: per ragionare occorre
concentrarsi, cioè essere in uno stato vigile che è giusto un gradino sotto dello stato di allarme scatenato dalla risposta adrenalinica al pericolo... La tennista, lo studente interrogato, sono in uno stato di allarme, di tensione simile a quello del predatore... o della preda ;-).
Aumentare la tensione significa arrivare al panico, quindi se vuoi essere in grado di ragionare quando ti serve farlo, (per risolvere problemi concreti cioè banalmente razionali) è ORA che sei calmo/a ma vigile, che puoi allenare la tua intelligenza, non quando stai già per uscire di strada...
Non si stabilisce il piano mentre si attacca!
I chirurghi, le mediche, gli infermieri, i becchini. Per non svenire a raccattare budella per strada o rimetterle a posto, come fanno? Prima studiano, a casa, bevendosi l'ovomaltina, poi fanno esperienze graduali, e poi mettono a posto gli sbudellamenti fischiettando.

Lo sport del pensiero? -> Wikipedia è la migliore palestra!

Il tuo alleato (l'intelligenza con la quale ti chiarisci lo scopo, i sottoscopi, come raggiungerli...) ha bisogno di allenamento. Leggi i classici, parla con persone di credi differenti, sfoglia sempre su Wikipedia qualunque cosa ti capiti a tiro...
I suoi articoli sono sempre molto verificati e trovi segnalate le opinioni discutibili. Gli articolisti sono migliaia, quindi ovviamente ci sarà il comunista, il cattolico, il pacifista, l'occidentalista, ma proprio per questo puoi davvero viaggiare all'interno di un mare di informazioni che nel loro insieme danno un ritratto attendibile dell'universo. Hey, perché non provi a scrivere un articolo? Lo sai che puoi correggerne uno già esistente?
Qui trovi -> un articolo di Wikipedia... su Wikipedia!
(...E riporta anche le opinioni negative! Favoloso esercizio di critica!)
Certo, studiare a caso può essere dispersivo, vero? Beh, sai allora cosa ti consiglio? Parti dal cervello. Studia neuroscienze. L'anatomia del cervello, il condizionamento operante, psicopatologia, neurofarmacologia, psicologia delle emozioni, logica... Usa la mente per capire la mente!


Ma allora se devo essere pratico e razionale... e i sogni?
Yes, you can!
(But a little bit slowly...)
L'elucubrazione di cui ti dicevo sopra, in poltrona o in giardino a chiederti cosa vuoi veramente, ti serve per fare una gerarchia, e magari ridurre i tuoi obiettivi a quelli davvero importanti. Come la fai? Con l'intelligenza. Che non si riduce a ragionare, ma inizia con il ragionare: fai che la tua ragione sia il recinto della concentrazione, ma cerca di abbracciare la tua vita, anzi: la tua anima.
Personalmente trovo meraviglioso buttarmi a inseguire un sogno. Ma sarebbe avvilente condurre una guerra santa piagnucolando per il mal di denti, quindi prima voglio avere il controllo sulla mia vita! (...O almeno illudermi di averlo? Dubito che siamo veramente liberi, ma è un problema inutile: io so che se prima di incavolarmi, ragiono e rispondo con gentilezza la mia vita migliora, punto.) Trovo molto più furbo basare il proprio benessere su una base concreta (salute, libertà, economia, sane abitudini...) e poi, una volta che si ha il controllo della propria vita e del nostro "territorio", allora e solo allora, come coronamento, dedicare una parte delle proprie energie a un progetto idealista, eroico, utopico, irrealizzabile per niente pratico e maledettamente romantico. Sembra come se il conformismo unito all'idealismo fosse la soluzione, ma ci sono delle sfumature: decidere quando adeguarsi e decidere quando sognare. (Con il cervello, hai indovinato... Gutta cavat lapidem!)

Questo perché una volta che tu:

1) conosci i tuoi desideri irrinunciabili (una famiglia, sentirti libero...)
2) l'ambiente che ti condiziona
(un college, un campo di sterminio... LA TUA PERSONALITA')
3) adotti una strategia che mira ad una felicità di compromesso
4) hai l'energia e la applichi

Altro non è dato.
Quindi, l'eudemonismo, la massima felicità possibile per più tempo e intensità possibile, è l'orizzonte, il sogno, l'obiettivo... Ma siccome ci sono delle forze contrarie molto potenti, non sarà mai perfetto: sarà il più possibile!
Se anche tu concordi con me nella ricerca di una felicità realista, io mi trovo a mio agio con te qualunque siano le tue preferenze. Intendo dire: una volta che concordiamo in un edonismo realista, io e te siamo nello stesso scenario (cioè ci troviamo sulla terra intrisi di vita e di fronte al buio ma nessuno dei due svolazza tra puttini, reincarnazioni karmiche o utopiche abolizioni delle classi sociali) e mettiamo in campo le stesse risorse: esperienza, intelligenza, fantasia. Quindi, confrontarci non può che essere istruttivo per tutti e due.


Schema degli obiettivi = idee chiare su cosa fare giorno per giorno

Supponiamo che tu abbia concordato con me sull'edoné ad ampio spettro.
E poi supponiamo che tu sia ben disposto nei confronti del sapere nozionistico (ad es. Wikipedia), e deciso di affrontare e risolvere gli impicci pratici (e banali) con scrupolosa (e banale) razionalità.
E vuoi prenderti un momento di pace per zappare nel cuore, e capire quali obiettivi ti farebbero veramente felice, una volta superati gli impicci prosaici.
E, scoprendone tanti, di sogni, sai che si tratterà di organizzarli intelligentemente.
Va bene, siamo d'accordo sull'importanza dell'amore e sulla necessità di una vita pratica che funzioni...
Ma questi, però, sono i composti generici, noi non siamo mica figli del Padre Indovino e di Candy Candy, giusto? Mica tu ti accontenti di slogan, giusto? E per fare il sugo ci vuole sale e pomodoro, ma tu, il sugo, come lo vuoi?
Inciso: io adoro il sugo "alla terrona", ad esempio, visto che sono nato a Roma e ho vissuto in Sicilia e ho amato una calabra divina, e quindi per me il sugo deve essere secco (fatto in padella, che lo faccia sfrigolare sporcando ben bene tutta la cucina), e quando dico secco significa secco, non brodoso, alla polentona, alla brianzola! Secco! ben pepato, con peperoncino e aglio generosissimi, e secco! ...Mica la pasta ci deve navigare dentro stile zattera di naufraghi nel Pacifico!
Secco, per la miseria!
E con un paio di cucchiai di olio extravergine crudo AGGIUNTI DOPO se... ehm... se è un pò troppo secco hahaahah!!!
Invece un mio caro amico, Andrea II, lo fa brodoso; lui ha vissuto molto in Liguria. Ammetto che è buono, e ai miei amici spagnoli piace più del mio... Però lui lo cuoce in un tegamino e per appena una decina di minuti... quindi non è secco!
Invece scommetto che hai capito che a me piace bello secco, vero? haahahahaha!

Bene.
Allora, da bravo:

Fatti una foto all'anima
Scrivi in una paginetta la tua biografia, elenca il positivo e il negativo della tua vita attuale, cerca di classificarti, di conoscere bene i tuoi pregi e i tuoi difetti. Inizierai razionalmente, ma se resti sul pezzo, se non molli l'osso, comincerai a disegnare una fotografia del tuo universo interiore, ad esempio:

universo interiore

Insomma, cerca di costruire una foto della tua situazione interiore adesso. Disegnala, falla in testo, ma che sia su una sola pagina, stampabile, interamente visibile sul tuo monitor o display, afferrabile in un unico colpo d'occhio. È necessario che sia un oggetto piatto di fronte a te.
La foto della tua anima, del tuo universo interiore. La foto del tu-ora.
Non serve che sia "completa" (come potrebbe!) purché contenga ciò che tu ritieni molto importante! Non hai l'occhio di Dio, non puoi vederti dentro ai raggi X, puoi solo fare un qualcosa meglio possibile, che ovviamente sarà carente, soggettivo, parziale, incompleto... Non importa: parti da ciò che sai di te, da ciò a cui tieni e consideri importante nella tua vita adesso, punto!

Scatta una foto ai sogni
Adesso, che "vedi" di fronte la tua vita ora, fai la stessa cosa coi tuoi sogni: se vuoi, mettici anche gli obiettivi pragmatici, più concreti ma sintetici possibile, e mettili in basso oppure ai lati. Poi vai verso il centro, o verso l'alto, e cominci a mettere gli obiettivi umani fondamentali: sì, ovviamente essere felice, se vuoi metterlo come punto di arrivo finale, non ti boccio... e poi l'amore, e il tuo stato interiore ideale nel tuo tu-futuro, e poi le relazioni sociali che desideri... Che so, avere una famiglia che si ama tutta, vivere 150 anni nel deserto cantando le lodi a Madre Terra, stare col sorriso di Buddha perennemente stampato in faccia, salvare tutti i cagnolini abbandonati di Milano (no, ti prego, dai, questo, per favore no! ... Ok, ok, mettilo, se proprio vuoi ;-)
E completa il tutto con un paio di sogni utopici, ma un paio al massimo, volendo anche solo uno; l'importante è che sia irraggiungibile! Diventare più geniale di Dalì, più ricco di Dalì, più famosa... ehm... di Dalì?
Nota bene: ogni obiettivo, eccetto la felicità, è un mezzo per la felicità.
Ogni mezzo, è sempre anche un obiettivo intermedio.
Chiaro?

La virtus pagana: fine e mezzo dell'autorealizzazione
Cioè: per essere felice è necessario amarti, ma per amarti è necessario stimarti; e per stimarti, hai bisogno di conoscere i tuoi pregi e difetti, e quindi migliorarti; che poi è quella che i greci chiamavano virtù...
Ma mica le tristi virtù islamico-giudaico-cristiane, no...
I greci erano un filino meno autolesionisti: non premiavano l'ingenuità (siate come i bambini), nè la sofferenza (prendi la tua croce), nè la guerra Santa, nè demonizzavano il gioco sessuale (-> VI comandamento).
La virtù greca non è asservimento cieco a qualche Dio, o meglio a qualche casta che ne decreta le volontà, ma è equilibrio, armonia e mediazione: corpo e anima (-> kalokagazia), ragione e sentimento, individuo e Polis, pace e guerra, Polis e natura, natura e divinità.
La virtù è l'habitus di agire con la giusta misura, il giusto mezzo per... il giusto mezzo!
Che non significa "stare sempre a metà di due estremi" (mediocritas) ma avere la giusta misura in ogni azione. Quando si guida, mica basta andare sempre a metà strada tra la destra e la sinistra... occorre misurare esattamente i gradi di curvatura per prendere la direzione desiderata. E poiché la virtù va stabilita e perseguita, è un obiettivo per l'ascesi mondana e anche mezzo di felicità.
"Fare le cose con senno" dicevano i nostri vecchi...
Per i cinici (Seneca, Epitteto, Marco Aurelio...) la virtú è invece fine a se stessa, vale a dire che è il mezzo piú alto, o il più importante obiettivo in vista della felicità, senti qua:

Lo stoico non è virtuoso per far del bene, ma fa del bene per essere virtuoso
Epitteto

Quindi non ha importanza se mischi obiettivi e mezzi, purchè convergano al centro.
E lo so, lo so, che sono prolisso! È che cerco di essere più felice, sperimento, ragiono, e poi scrivo, e il discorso si espande si allunga... Tu salta, cogli quello che ti interessa... PRENDI APPUNTI hahaahahaah!!!!

Quella brutta roba del dovere, dell'educazione e della disciplina
L'educazione che abbiamo ricevuto da bambini fu un condizionamento per lo più intenzionale per diventare civili.
"Fai il bravo", "fai la brava", ti suona? Apprendere le regole del branco è necessario perchè il branco ti offre una serie di comodità quali il microonde. Io morirei in poche ore, senza il microonde. Per questo "faccio il bravo" ;-)
Il guaio non fu di imparare le regole del vivere sociale, cosa di per sè utile.
Ma che l'educazione ci fu impartita frettolosamente, dovendo i genitori assolvere troppi doveri e non essendo psicologi e pedagoghi. Pace: ora tocca a noi completare il progetto che loro hanno iniziato.
Tu puoi imparare (... indovina con quale facoltà?) a diventare il tuo nuovo genitore, un genitore migliore, anche!
Essere, con te stesso, amorevole ma fermo, saperti accogliere e ascoltare ma anche orientarti verso il tuo Bene.
Per questo, hai bisogno di sapere a che punto sei, le tue qualità, la tua indole, i limiti che vuoi superare di te.
E poi decidere quale credi che sia il tuo Bene personale: il sugo, ma fatto come piace a te.

Bozze, bozzetti e scarabocchi
Per fare la foto alla tua anima e alla tua felicità, se on vuoi fare uno schema visuale (con dei diagrammi di Venn? Una flowchart?) puoi scrivere un elenco testuale per punti che ordini per importanza; e dargli ad ognuno un tempo, valutare l'impegno necessario, spalmarlo su una linea temporale dei prossimi 10 anni...
Fai molte bozze, straccia e rifai, sposta, cancella... quiero decir: fai una roba fatta bene, te capì? Che ti convinca! Trova il tuo modo per ordinare gerarchicamente i tuoi obiettivi di crescita personale, relazionale o ambientale, e collegali tra loro secondo la loro reciproca importanza, o successione, o subordinazione.
È un esercizio banale/razionale, ma non mi mollerai proprio sul più bello, vero?
Supponendo di no, adesso tu hai il punto di partenza e il punto di arrivo...

Tira lo stendipanni dei mezzi, tendendolo tra il tu-ora e i tuoi obiettivi (pratici, umani e utopici)
Collega i due lavori. Collegali per punti, metchali, congiungili... Dovresti ottenere una simpatica ragnatela ingarbugliata, un labirinto indistricabile, un gomitolo di fili annodati tra loro.
Diciamo che stai facendo la prima bozza di un simpaticissimo "algoritmo esistenziale", ovvero un ordine di step, gradini, livelli intermedi (o, con un neologismo tremendo: sottoscopi!) che, congiunti tra loro, costituiscono i mezzi, le fermate, le caselle di un percorso che inizia dal tu-ora, passa attraverso le cose più pratiche e urgenti (gli essentials), e termina nel la realizzazione dei sogni più sublimi.
(Che, ti ricordo, non stanno lì per essere raggiunti, ma solo per darti la rotta, la direzione migliore per te)
Questa è la mappa del percorso che mi ero fatto io:

Scegliere per vivere

Ora, fai un'altra mossa geniale: immaginati di avere sei mesi di vita ma di poter fare quello che vuoi, e traccia un unico percorso, nella tua mappa, che ti conduca solo all'essenziale, al meglio che puoi ottenere in sei mesi!
Se vogliamo tutto e subito ci frustriamo inutilmente, ma se gironzoliamo tra i sottoscopi secondari, finiamo a volare come mosche. Quindi: dritti allo scopo! Punta al centro! E da lì discendiamo in una scala di sottoscopi che ci mostrano gli obiettivi intermedi in vista di quello che veramente vogliamo...
E scoprirai che tutto questo è totalmente inutile.
(sto esagerando, fallo lo stesso!)

Perché la ragione non apre lo scrigno del cuore, e il futuro non sta in excel.
Sarebbe come fare un bambino con un mucchio d'ossa: non può funzionare.
Eppure, dentro, il marmocchio ha pure le ossa... Questo per dirti che lo scheletro che stai facendo, non si animerà da solo, ma sarà l'impalcatura perfetta per salire verso i sogni.
Se può servirti fare un confronto: una volta soddisfatti i presupposti etici essenziali, vengono gli obiettivi umani: nutrire l'amore con Gemma, radicarmi alle Canarie, amare di più i miei amici. E poi gli obiettivi ideali: fare -> un romanzo che faccia sognare qualche anima spersa. Prendiamo come esempio quest'ultimo obiettivo, non urgente ma importante: dalla sommità ho snocciolato una scaletta di sottoscopi (rileggere alcuni romanzi, appuntarmi le idee...) Bene, quindi, ogni giorno, una volta che ho soddisfatto gli step pratici, trovo dieci minuti per il prossimo scalino del mio obiettivo, quindi lo sento vicino, sento che un passettino anche oggi l'ho fatto! Vorrei imparare a ballare, ma non posso fare mille cose, quindi? Imparare a ballare via, scopo eliminato, è più importante il mio romanzo! Il mio romanzo mi dà da vivere? No, non voglio farlo per soldi, troppi compromessi e rischi. Quindi, prima: scopo pratico di guadagnare lavorando e imparare a risparmiare tempo e denaro, poi verrà l'Opera. Keywords: capire e decidere, posticipare e anteporre, insomma... organizzare!
E non creare un percorso sovrumano... Cerca di renderlo realisticamente percorribile conoscendoti... Sai che tu non segui i tuoi propositi, che domani tiri di coca e mandi al diavolo il tuo percorso? Beh, allora in questo caso, il prossimo inevitabile svincolo sarà obbligato: liberarti dalla tua attuale schiavitú.
Comincia a segnartelo, comincia a scrivere tutti i mezzi che potrebbero aiutarti (terapia, allenamento nelle piccole cose, chiedere aiuto a x, rimuovere la causa che, eccetera).
Ovvio: è una mappa, non stai camminando nel sentiero della vita... Ma se è vero che senza camminare non si va da nessuna parte, è altrettanto vero che senza una mappa si andrà sempre dalla parte sbagliata...
E tu fra poco avrai la mappa... quindi sarai a metà dell'opera, bravissimo/a!!!!!!!!!!
ORDINE! Chiarezza! Libera creatività in strategia di ferro! La ragione è lo scheletro dei sogni!

strategia globale


Saggezza e benessere
parte I:
flessibilità (ovvero stemperare l'idealismo)

In linea di massima, ragionando con i miei amici e amiche, mi è sembrato comodo disporre le varie strategie su una linea ai cui estremi si trovi da una parte l'accettazione e dall'altra la lotta. (Tra la volontà di felicità e la natura-società)
Ovvero: in ogni situazione possiamo adeguarci o combattere (fly or fight). Se impariamo ad adeguarci ci guadagniamo in serenità ma rischiamo di scivolare nella depressione (quando cioè i desideri a cui rinunciamo si ribellano inconsciamente); se impariamo a combattere otteniamo passione, che è composta di godimento e angoscia (perché più combatti più vinci ma anche perdi, perché ricorda: la felicità assoluta è irraggiungibile!). Quando sappiamo in quali frangenti è più opportuno adattarci e in quali frangenti i nostri desideri esigono la lotta, siamo diventati saggi.

Atteggiamento conformista
Accettazione = 100%
Lotta = 0%
Risultato: accettazione sociale e depressione

Atteggiamento
idealista
Accettazione = 0%
Lotta = 100%
Risultato: rifiuto sociale e passione


Quindi è palese che è più intelligente trovare un compromesso evitando entrambi gli estremi! Questa mia geniale scoperta è già stata fatta circa 2500 anni fa da un certo Aristotele, che nella sua Etica Nicomachea stabilisce che sia la codardia che la temerarietà sono sbagliate e la virtù è un coraggio prudente. Cambiano i termini, ma a dispetto della banalità, concordo totalmente. Del resto, perché dovrei inventarmi una soluzione peggiore se quella classica va bene?
Prima o poi classificherò tutte le strategie che conosco e che considero sagge valutandone le differenti percentuali sulla linea tra ottenimento della serenità e della passione, ad esempio le scuole psicoterapeutiche, la PNL, l'epicureismo, l'edonismo, il buddismo occidentale, la sublimazione ludico/artistica... tutte correnti esistenziali meritevoli di essere sperimentate e che hanno sicuramente da insegnare qualcosa.
Ma in ogni caso, la scelta tra quale strategia adottare, la puoi fare solo tu stesso.

Saggezza e benessere parte II: moderazione (ovvero stemperare il carpe diem)

Divertirsi, godere, è sano. Permettere l'evasione è uno degli scopi dell'arte. Sai, io credo che le persone più felici siano quelle che hanno scovato (con l'intelligenza, sì, lo ripeto ancora hahahah!) dei piaceri che sono in linea, in direzione, in sintonia, dilla come ti pare, con i loro obiettivi principali.
Esempio: per rilassarmi faccio merenda leggendo una pagina di un romanzo classico: mi rilassa quindi ricarica; ma è in linea con il mio obiettivo ideale, che ti ricordo essere il mio romanzo web e ti metterò il link finché non lo clicchi, perché ti vedo, che non l'hai ancora cliccato, cosa credi! :-DDD
Il sesso è un esempio perfetto di una forma di divertimento che fa bene alla coppia, all'autostima e alla salute. Ma anche lo sport... Mio trucchetto: ho abolito intenzionalmente l'ascolto della musica che mi esalta di più! Durante il giorno metto su solo classica o rilassante. Mentre, la mia musica favorita, (Preisner, Lezioni di Piano, Gazebo, la colonna sonora di Romeo+Giulietta di Luhrmann e schifezze assurde come Lupin III The Planet 'O... Ho dei gusti musicali osceni, raccapriccianti!), la musica che mi fa sognare, la 'posso' ascoltare solo facendo sport. Dopo un paio di giorni il desiderio di musica esaltante mi si accumula dentro... E sento una spinta in più per fare una corsetta, così posso fantasticare con le mie musichette new romantic, finalmente!
(Vedremo la tecnica più precisamente nella prossima parte, il metodo)
Ma le cose che piacciono, sembrano fatte apposta per fregarti a lunga gittata: se fumi una sigaretta va tutto bene, ma dopo dieci anni di fumo sputi sangue con un giro di campo. Concediti qualche piacere il cui danno sia controllabile e accettabile, e se ti scoccia metti in lista il suo pensionamento: decidi quando e come vorrai sostituirlo con un piacere più salutare.

Qui termina la parte razionale dei principi teorici, e inizia la parte emozionante. Poi, i nostri due potenti alleati, diventeranno metodo pratico.

 

EUDEMONISMO TEURGICO

Che roba è? Non lo so, ma suona fico!
Eudemonismo significa la massima felicità in questa vita, ora e il più a lungo possibile.
La teurgia è una dottrina magica dei primi secoli per imprigionare un dio in una statua.
Ovviamente la magia non funziona, sulle cose. Provati te, a far cambiare la gomma a Krishna...
Il fatto è che il mondo immaginario, quello sì, che esiste: siamo noi. Quindi, la magia, non funziona fuori, ma funziona dentro: le fobie, il gioco compulsivo, i ricordi, sono della stessa stoffa con cui sono fatti i sogni.
E noi viviamo dentro: noi, siamo della stoffa dei sogni! Amore, nevrosi, vivere, sono stati interiori.
Quando la magia funziona davvero, viene chiamata arte.
Un rito liturgico è uno spettacolo multimediale, una poesia (poiesis, creare) è una formula magica...

Io dico: un fiore! e, fuori dell'oblio, musicalmente si leva, idea stessa e soave, l'essenza di tutti i fasci di fiori; fra i vecchi procedimenti di magia e il sortilegio poetico esiste una parità segreta.
Mallarmé

L'eudemonismo teurgico è, quindi, un'etica che mira alla felicità esistenziale attraverso l'immaginazione.
Quella che seguirà sarà, quindi, il mio personale metodo per diventare più felici possibile nella nostra esistenza, ma da qui in avanti ricordati che se i tuoi bisogni sono differenti dai miei o preferisci la serenità alla passione, l'azione prorompente più della commozione intima, non ho più niente da consigliarti. Comunque spero che, se un giorno ti sembrerà di aver capito qualcosa di importante, ti prenderai la briga di scrivermi.


Guidare le emozioni

La felicità è un'emozione.
Le emozioni sono la spinta, senza emozioni c'è l'apatia.

Non c'è bellezza al mondo, quando non la provi.
Naturalmente, tutte le volte che ti poni un obiettivo mentalmente ma poi non lo metti in pratica, era perché non avevi voglia (emozione) o ha ceduto a un piacere immediato (emozione). Questo può spingerti a credere che ci sia un'antitesi tra pensiero e emozione che gareggiano per il controllo della volontà. Meglio vederla in questo modo, invece: il tuo pensiero è lo chauffeur delle tue emozioni: per servirle le guida. Il differimento del piacere è un'imposizione necessaria in vista di un maggior piacere. La decisione contraria, di non procrastinare un'incombenza è perché la mente ne ha decretato la convenienza. Tutto funziona se si ha la pazienza di addestrare le emozioni verso il cambio a cui puntiamo, con la stessa pazienza, amorevole fermezza e complicità che ci immaginiamo abbia il migliore dei genitori.
Il cuore è un dio da onorare guidandolo.
(Vedremo la tecnica più precisamente nella prossima parte, il metodo)

Sogni da sognare

Grazie all'angoscia, cioè a pensare alla dicotomia irrisolvibile tra voler vivere ed essere felici e la constatazione della pervasività della sofferenza e dell'inesorabilità della morte, tu puoi risvegliarti dal sonno bovino e cercare felicità di compromesso. Bisogna essere pratici, giusto? Ma... E l'idealismo, e l'utopia, e il romanticismo e i sogni?
La mia personale formula magica per dare senso alla mia vita è anelare: aspirare a vivere i sogni, sempre e comunque, fino alla fine; spremendo ogni goccia di felicità e di angoscia che la tua anima e l'universo ti offrono.
La vita non si può comunque risolvere: credere nei sogni, come nella narcosi religiosa, fa perdere la vita reale, vivere senza sogni precipita nel baratro della depressione. La nostra vita non conquisterà mai un assoluto, né il bene, né la pace, la felicità, l'amore. Saremo sempre sotto il limen delle stelle fisse. Ma le possiamo desiderare, veleggiando nel qui e ora innamorati dell'orizzonte. (E pagaiando con autoironia)
Perché i sogni
non sono fatti per diventare realtà: sono fatti per essere sognati.

Saper vivere e saper sognare

Anelare ai sogni, agli ideali, alla felicità assoluta pur sapendo che sono ultimamente irraggiungibili dona estasi e angoscia. Ti attira? In tal caso gli ingredienti da coltivare sono: amore, coscienza e fegato.
L'amore, che è sempre desiderio di un sogno, che è sempre sublimazione della libidine, è il propellente all'azione.
La coscienza della realtà è il tuo più grande potere: è il controllo che impedisce ai sogni di narcotizzarti, agli altri di fagocitarti, alla natura di asservirti.
Il fegato è il coraggio dell'angoscia: batterti comunque contro l'invincibile fato per vivere sognando.
Saper vivere e saper sognare sono i compiti che dobbiamo esigere dalla filosofia e dall'arte.
-> un accenno all'arte teurgica

Il sogno più maestoso

Dio è.
Poco importa, poi, se sta solo nella nostra testolina.
Egli è, tanto basta.
E quand'anche fosse morto, noi lo rifaremo, perché Dio è il sogno dell'io: interiorizzazione della figura genitoriale, sublimata e proiettata in cielo; altrimenti conosciuto come Super-Io.
Il sogno più grande è diventare Dio. Quasi imbarazzante.
Bene: come fare Dio? Adorando noi stessi.
-> Il sogno più grande.
(Incompleto)

Tu sei un buco

Adorarsi è facilissimo, una volta che abbiamo scansato il condizionamento dell'intera civiltà umana. Fatto questo (dopo lo facciamo), rimane solo un ostacolo: l'io non esiste.
Tu non esisti. Non esiste una sostanza stabile che corrisponda al tuo io, il tuo io è solo l'etichetta con cui un flusso di coscienza si classifica. Il flusso di coscienza che si classifica come 'Io sono Yuri' è una successione fotogrammatica di appercezioni, ricordi, emozioni consapevoli, sensazioni consapevoli, ragionamenti.
Attento che se non mi credi ti mando qui: -> dissertazione intorno alla coscienza
La cosa ti angustia? Ottimo! Ricordi? E' l'angoscia per la frattura tra i desideri (io vorrei esistere) e lo stato delle cose (io so di essere un corpo atomico) che muove il pensiero alla ricerca di strategie di compromesso... se abbiamo il coraggio di anelare all'irraggiungibile, perché angustiare Dio, i sogni e noi stessi pretendendo che esistano? Amiamoci così, come un sogno, come un corpo misterioso capace di un flusso di coscienza fotogrammatico proteso verso gli assoluti: se siamo della materia di cui sono fatti i sogni, più sogneremo e più esisteremo.
Se al centro della coscienza fotogrammatica prodotta dal corpo vi sta un buco, l'abisso del nulla, c'è lo spazio per contenere il sogno di Dio: quando tu prenderai coscienza che gli Dei fanno parte di te, coronerai la tua coscienza del sogno più maestoso a cui puoi anelare.
Chiaro che scoprire che la perfezione, Dio, il Bene, l'Amore sono dentro di te ma come sogni non è il raggiungimento della felicità assoluta, ma è appena sotto al limen: è il sublime.

appuntini:
natura + cultura = struttura
essere sani è impossibile: si tratta di scegliere la nevrosi più salutare.
normalmente si pensa alla morte astrattamente, come se non ci riguardasse -> vivere la fine come naturale compimento
imparare a godere: nella buona sorte, negli imprevisti, accettando l'infelicità dei drammi... godendo del senso del dramma!

Il cuore della felicità consiste nell'amarti

Per arrivare ad adorarci procediamo per gradi cominciando con l'amare noi stessi, concordi?
Quanto è importante amare se stessi per essere più felici possibile?
Essere amati, amare, pace, piacere, potere...
Tesori preziosi quanto inutili, se non ami te stesso!
-> approfondisci lo schema delle diverse felicità.


Amarti significa: volerti bene incondizionatamente, prenderti cura di te, espanderti, stimarti...
•  accettarti a prescindere (affetto nel presente, autocompassione)
• 
darti il meglio che puoi (egoismo, autoaffermazione)
• 
espanderti (altruismo, creatività)
• 
essere fiero/a di ciò che sei (orgoglio per il passato, sentirsi realizzati)
• 
credere in te per ciò che diventerai (fiducia nel futuro, autostima)

Accettarsi non esclude percepire dei margini di miglioramento, ma significa guardarsi con benevolenza.
E dedicare del tempo alla cura del proprio corpo e ad attività ludiche.
E non vergognarsi di dimostrarsi fieri di un lavoro ben svolto, fino al punto di concedersi un premio, fosse anche qualche minuto di meritato riposo... Chi possiede un buon livello di autostima non si arrende dinanzi al fallimento, ma al contrario ne trae utili insegnamenti per il futuro.

Radicamento numinoso

Amare è un atto del cuore. Il cuore sono emozioni. Le emozioni sono la chimica del cervello. Amare se stessi significa usare l'intelligenza e l'immaginazione per riconoscere noi stessi come animali mortali e trasfigurarci. La carne diventa pensiero e immaginazione e si strazia di se stessa... un ingranaggio folgorante, fatto di sangue e luce.
Una stella di carne e consapevolezza.
Per accogliere il più possibile tutta la gamma delle emozioni che mi catturano, le trasfiguro con la metafora del Pantheon olimpico, in cui ogni divinità è la personificazione di un'emozione: mi autosuggestiono credendo che dentro di me sonnecchiano tutti gli antichi Dei della Grecia, e quando si risvegliano producono l'emozione a loro propria: quando mi irrito è Ares che tenta di tornare alla luce, quando sono freddo e distaccato è una manifestazione di Apollo, e così via. Qui puoi trovare il manifesto del materialismo teurgico, cioè di questa forma di religiosità auto-indotta.

il tuo mondo interiore è mitologico

Amare ed essere amati

L'amore per te stesso riceve la linfa solo da te stessa ma fiorisce nel dare e ricevere amore: questi tre amori sono consustanziali come una trinità: la mancanza di uno dei tre indebolisce gli altri, la presenza di tutti e tre, li rafforza vicendevolmente. Ma se viene a mancare l'amore per te stessa, essere amato e amare non ti possono fare felice, come Marylin, etc.
Il primo lo ottieni dalla tua interiorità, ricevere e dare amore dipendono dall'armonia tra te e il mondo (altri e ambiente). La fierezza e la fiducia dipendono dalla nostra biografia.
Se non amassi il mondo e non fossi amato, solo con te stessa e la tua interiorità, potresti avere autocompassione, orgoglio e stima di te. Ma la tua felicità sarebbe una pianta che sopravvive, ma non fiorisce e non germoglia.

appuntini
autocompatimento: tenerezza verso se stessi

 

  > METODO

Adesso trovi (in viola scuro) il metodo teorico per applicare l'intelligenza alla vita in vista di essere più felici possibile. Se invece vuoi passare subito ai consigli pratici (in blu) clicca qui. Oppure clicca qui per tornare all'indice.

Bene, caro amico e cara amica.
Dopo che ti sei sorbito tutta la spatafiata sui principi teorici... perché io voglio illudermi che tu ti sia sorbito tutta la spatafiata, invece di aver furbescamente cliccato sul link-scorciatoia posto alla 4 riga, considerando che c'ho messo 3 anni buoni di elucubrazioni, per stabilire i principi, e quindi essere arrivato qui bello fresco e arzillo...
Ma diciamo che hai capito, e concordi, con i seguenti principi:


RIASSUNTO DEI PRINCIPI DELL'EUDEMONISMO YURIANO
A) Liberati dalle ideologie (sono fatte per il piacere di qualcun altro)
B) Punta alla felicità nella vita: ora e domani, fisica e spirituale
C) Usa il cervello come amorevole guida del cuore
D) Prima di tutto amati, poi ama per amarti e sii amato... per amarti!

A + B = E
E) + si conosce se stessi e si combatte per realizzare sogni, e + si vola.

C + D = F
F) Conoscersi è conoscere il tuo ventre.

C + A = G
G) Combattere è combattere nel mondo.

E + F + G = H
H) Realizzare sogni è una rotta verso orizzonti irraggiungibili.

(Non sto mica dando i numeri... sto dando le lettere! :D)
Seriamente, mica devi impararle a memoria... Ma trarre ispirazione, farti i tuoi "slogan", le tue "preghiere" personali che creino una mappa di riferimenti a cui ancorare le tue decisioni... Poi te lo spiego ma NON saltare i prossimi tre paragrafi: se Yuri Radaelli dovesse morire, le prossime righe sono in assoluto la cosa più importante che questo tizio abbia scritto in tutta la sua vita.
(E tu non hai la più pallida idea, di quanto ho scritto in vita mia...)


La mania: essere preda di un nume

Dopo questo riassuntino della teoria eudemonistica yurina, vediamo come applicarla.
Ma avrai notato, credo, che sono diventato pazzo.
In effetti, temo sia indispensabile diventare pazzi, per essere davvero felici.
Questo è in effetti il motivo per cui l'eudemonismo che ti propongo è yurano, alla Yuri...
In realtà, potresti leggere Fuochi Blu di Hillman, lo Zaratustra di Nietzsche o vedere il Prospero's Book di Greenaway-Shakespeare, ma già che sei qui...
Parlo di follia necessaria, perché il nostro cuore è mitologico. Animale. Immaginifico.
Inciso: molti tuoi consimili, pur defecando (molto), mangiando (molto) e più spesso di quanto si creda pure scopando molto, fanno i preti, i poeti e i mistici, i cantautori tardoromantici... Però defecano, e se defecano male vanno dal dottore (invece di pregare). E hanno fame, quindi mangiano, e già che ci sono, mangiano pure bene! Alcuni sono dei furbetti, semplicemente. Ma molti altri, sono completamente pazzi.
...E la loro vita funziona davvero bene!
Pensa all'amore. All'innamoramento. Tutti sappiamo che è un'illusione... Ma wow! Auguriamoci di illuderci un sacco! E l'arte? Beh, è l'illusione per antonomasia... Ma doppio wow, e doppio urrah per l'arte!

Essere pazzo, non significa farsi del male: significa vivere con immaginazione.
(È chi è infelice, che si fa del male)
In pratica, ti sto esortando a crearti la tua religione personale...
Tu sarai il tuo Dio e il tuo discepolo!
Più esattamente: il tuo cuore diventerà il tuo Dio, e la tua mente il suo discepolo.



La mania, è il primo, semplice, fondamentale, modo per essere felici.
Purtroppo io non so esprimermi molto bene, e quindi non so se riuscirai a capire di cosa sto parlando. Usiamo le seguenti parole: Dio, Dei, Natura, Paradiso, Amore, Vita, Anima, meditazione, contemplazione, innamoramento, estasi, felicità.
Ora le dobbiamo shakerare tutte, le dobbiamo mischiare, cosí non rischiamo che il significato linguistico diventi una barriera, anziché un canale per questa comunicazione.

Dio, Dei, Natura: le mettiamo facilmente insieme nel significato di "Ciò che ti circonda e che è maestoso". Se permetti, io quindi scelgo di usare solo il termine "Natura", maiuscolo, per farti capire che non mi riferisco all'ecosistema ma al Sacro Cosmo che desta stupore e rapisce.
Meditazione, contemplazione, innamoramento, anima: sono faccende diverse ma che si intersecano nell'essere un'esperienza interiore di contatto. Con cosa? Con Dio, con il Cosmo, insomma proprio con quello che abbiamo deciso per semplificazione di chiamare Natura. Io mi trovo comodo usando la parola "Contemplare", ma non mi riferisco solo all'osservare con ammirazione, includo in questa parola anche il significato di essere amorevolmente rapiti.
Amore, Vita, Paradiso, estasi, felicità: sono termini i cui significati circondano quella rara esperienza di pienezza, in cui il tempo sembra rallentare, l'esistenza acquista senso, la mente è illuminata e il cuore finalmente sazio. Chiamiamola felicità, ma ricorda, quando uso il termine "Felicità", in questo paragrafo, mi sto riferendo a quel rarissimo stato estatico, paradisiaco, in cui ci sentiamo colmi di vita e amore, e che i greci chiamavano mania.
Siccome però sono passati 2500 anni, io userò una frase banalissima, con la speranza che tu riesca a compensare la mia frustrante incapacità comunicativa e riesca ad riafferrare il filo di greci morti 2500 anni fa, santoni indiani morti 3000 anni fa, un filo che però trovi anche dalla sartina del piano di sotto, e che io, qui, dati i miei limiti, non riesco a spiegarti meglio che con questa banalissima frase: Contemplare la Natura ti rende Felice.
Se cominci a sostituire i termini a seconda del gruppo di cui fanno parte, ottieni tutta una serie esponenziale di combinazioni, ad esempio "ama Dio e troverai il paradiso", "l'amore è la vita dell'anima", "meditare è abbandonare l'Io e perdersi nel Tutto", eccetera.
Se sei disposto, quindi, a superare le differenze terminologiche, allora stiamo sempre dicendo la stessa cosa. Stanno tutti dicendo la stessa cosa. Hanno tutti detto sempre questo.
Questo è la via, il consiglio principale di tutta la storia della filosofia occidentale, delle grandi religioni, della sapienza popolare e che un amico può darti.
Fallo.
Semplicemente, fallo.
Non importa se la Natura è il riflesso di un pallido raggio di sole dietro a un vetro fuligginoso. Non importa se la Contemplazione è un breve sorriso immotivato. Non importa se la Felicità sarà imediatamente dissolta da un clacson o dal dubbio che Dio non esiste o che siccome stai pensando allora non stai meditando.
Intanto, fallo.
Una volta al giorno, la mattina, per 3 secondi, saluta, cosí come ti viene, il tuo esistere in quel momento. Un breve grazie. Un semplice eccomi qui. Un rapido ciao, non si sa a chi e perché.
Perché nient'altro ha importanza... non ha importanza se Dio non esiste, se la felicità dura poco, se il pensiero corre ansioso a costruire ragionamenti... Perché, qualunque cosa sia la Natura, qualunque cosa sia la Contemplazione e per quanto poco può durare la Felicità nell'odierna vita metroquotidiana, ogni attimo in cui sperimenterai che Contemplare la Natura ti rende Felice, ti renderà più facile farlo ancora, e ancora, e ancora...
Per me che sono troppo intellettualistico, e professionalmente stressato, servono ancora un sacco di precondizioni: che ci sia silenzio, che il mio corpo sia disteso, che non abbia incombenze ansiogene, che non mi cammini addosso più di una mosca.
Soddisfatti questi requisiti, seguo il mio metodo personale: respiro ad occhi aperti rilassato, senza pensare a nulla in particolare, lasciandomi cullare sentendo la realtà esistere intorno a me. All'improvviso, magari anche solo per un attimo, mi sento parte dell'esistere, esisto nell'esistere.
E divento felice.
Però esistono miliardi e miliardi di porte che si affacciano sulla tua felicità, e miliardi e miliardi di chiavi, dalle più facili: fare l'amore, farsi una canna, ballare in discoteca, ridere; a quelle che necessitano un minimo di clima, di essere in mood: soffiare sulle candeline, stappare all'ultimo dell'anno, godersi un buon vino, respirare in una pineta con un venticello tra le fronde; quelle che necessitano una certa preparazione: fare la comunione, il caffé senza zucchero, Rachmaninov, il bumping jumping; quelle per intenditori: gli esercizi ignaziani, il body building, stare pigiati tra la folla in metropolitana, chiavarsi una zoccola; livello poetico, o del Bodisatva: fare la punta a una matita, fare la cacca, cantare a ritmo di clacson, lasciarsi sommergere da un mare di mosche, addormentarsi, grattarsi, non ricordare quella parola; quelle che sono impossibili ai comuni mortali, destinate solo ai santi, ai filosofi e agli eroi: non capire niente, dar lode al Signore mentre un leone ti sbrana, l'attimo prima della morte. Solo che esiste un'unica persona al mondo che può infilare una chiave in una porta e aprirla in quel prossimo unico istante che mai più tornerà: tu.


Il dialogo interiore

Questo è il secondo metodo per essere felice. È l'involuzione schizoide della mania.
Però non lo ha mai detto nessuno*, tanto meno i greci. Anzi, lo si considera una grave patologia da curare.
Ti metti a meditare, o a lavare i piatti, e parli alla tua pancia. Sì, esatto. Proprio... Parli con te stesso.
Sei troppo intelligente e consapevole, per credere in un Dio che sta in cielo, dico bene?
Ma il tuo cuore è antico, e non sei tu... "Tu" sei in due: tu come io, che legge, ragiona, e l'antico animale in cui tu-io sei affondato, che Freud chiama Id, che Groddeck chiama Es, che Nietzsche chiama oltre-uomo, che gli schizofrenici chiamano Dio o Demonio, che comunemente si chiama cuore e anima, e che un neuroscienziato chiama sistema limbico, cervello rettiliano, e cose così.
Questa entità in cui tu vivi, non ha una consapevolezza mentale, altrimenti, parlando con te stesso, ti risponderesti... Non senti nessuna vocina, invece... ...vero???? ;-) Spero di no, altrimenti sei più pazzo di me!!! Dentro di te, TU sei colui che pensa, e l'unico che ragiona! Tu sei il tuo flusso mentale, che in realtà è il raffinatissimo prodotto della corteccia prefrontale (per essere precisi del settore ventromesiale, se gugoli un po' ti potrai divertire parecchio, seguendo questa traccia)... Ma l'Es limbico, volendolo chiamare così, è il tuo stato emotivo. E la felicità è un'emozione, quindi il centro di te non sei tu-coscienza, ma il tu-viscerale!
Ma perché insisto nel considerarti "in due"? Non basta pensare che tu sei mente e cuore, pensiero e emozioni?
Devi sapere, my darling, che Freud lo odiano tutti... Anche io! Era un bugiardo assetato di fama e successo.
Il problema è che era anche un genio: e ha capito, teorizzato, approfondito, una prospettiva, a riguardo del tuo cuore/stato-viscerale, che NON DICE SOLO: "tu pensi ma anche provi emozioni".
Dice molto di più, e quindi ora è necessario che tu ti schieri.
* Non è vero, ciò di cui parlo è proprio la psicomagia di Jodorowsky e il politeismo di Hillman: entrambi presuppongono e incoraggiano lo sdoppiamento interiore e il dialogo rituale tra istanze psichiche; io sto solo offrendo questo tesoro postcontemporaneo a partire da una filosofia materialistica e per arrivare a un'etica edonistica

P.S.
Dialogo interiore Duelavendetta: inconscio sì o inconscio no?

Pro o contro l'inconscio. Non hai alternative, mi spiace. A prescindere dal fatto che la Freud Archive è una bieca setta dogmatica, o esiste l'inconscio oppure no. Ed esiste. Esiste, perché quando San Paolo dice che fa il male che non vuole e non fa il bene che vuole, se non fosse stato schizofrenico come tutti gli antichi, avrebbe scoperto di avere un inconscio, ovvero ti avrebbe spiegato che: tu vivi in un animale che ti anima, che palpita, che vuole e teme, e che tu NON CONOSCI. Anzi, che spesso e volentieri non ti fila per niente... Ti sei accorto di sognare, no? Beh, chi è che sogna... Tu? Andiamo... Nei sogni tu NON DECIDI un bel niente, tu li subisci, i sogni, li vivi come al cinema... Ecco: sei in balia di una caccia al tesoro la cui regia è del tu inconscio.
E poiché l'inconscio è antico e parla per immagini, e poiché tu in fondo non esisti, l'io non ha una sostanza metafisica, o decidi di pensare che non esiste nessuna persona, dentro di te, né tu né lui, oppure puoi scegliere la follia, passare il guado, e spalancare le porte della consapevolezza interiore all'Altro, a "Lui", pensare (immaginare, se vuoi essere razionalista fino allo stremo) che siete in due, dentro di te.
Quindi, parlati.
A te, ma non non a te-tu...
                                            ...Parla con il tuo te-lui!

La scena interiore

Io uso il Pantheon greco, mio cugino (altro inventore pazzo, dev'essere di famiglia) si è creato dei veri e propri personaggi, Freud usò come metafora i miti (Edipo, Elettra...), Jung (un genio vigliacco) Puer e Senex, i tomisti Animus e Anima, tu puoi anche ricorrere all'universo Marvel o alla famiglia Bredford...
Perché non importa in quale favola vivi, ma personifica le istanze psichiche!
Almeno due: Tu mente e Tu ventre.

automitizzazioneil tuo mondo interiore è mitologico

Una metafora molto facile, per darti l'ispirazione, è il Bimbo + il Genitore/Guerriero/Maga.
Tu che pensi, sei il genitore (come quando si giocava a Famiglia!) e ti rivolgi al tuo te profondo che è il tuo bambino, il tuo bimbo che hai in pancia come un feto, insomma: creati la tua mitologia, usa la poesia, l'arte, la religione, le favole... Scopri, recupera la tua mitologia biografica, allo scopo di personificare l'anima animale in cui tu sei! Quando hai deciso il tuo setting, la tua favola, vai in scena: tu-mente-cosciente parlerai mentalmente (o bisbigliando, o ad alta voce o in un dialogo interiore) al tuo baby, alla tua pancia...
Lei ovviamente non risponde parlando perché non ragiona, non è una mente, di mente nella tua interiorità ci sei solo tu, ma lei semplicemente è, è emozione, è stato, è flusso emotivo. Come un bambino, un gattino... Ecco, quando ci riuscirai, lo saprai perché ti si accapponerà la pelle... e la prima paura che ti verrà è che stai impazzendo... Consolati: sarà vero!
Ecco, quindi magari non andare in giro a dire che tu parli con la tua pancia quando è triste e lei prima piagnucola ma poi si assopisce beata, perché sai... la gente comune è abituata a credere nell'anima e negli angeli (sia i cristiani che gli islamici, cioè quasi la metà degli esseri umani: 2 miliardi di cristiani e un miliardo e mezzo di musulmani) e magari anche negli UFO che ci osservano... Quindi, parla solo con i morti davanti alle tombe dei cari estinti...
Se qualcuno sa che tu chiacchieri con la tua pancia, eh, ti prendono per matto sul serio :DDDD
Mettiti a meditare, a passeggiare, a fumare, o mentre lavi i piatti: salutati, chiediti scusa per averti ignorato per anni... Fai come una mamma, con il te profondo: accarezzati mentalmente...

Scimmietta in pancia

Io mi immagino di essere Apollo (dai, non ridere!) e mi sento Apollo nella mia fronte, nelle mie spalle di Guerriero, e concentro il mio occhio interiore sulla mia pancia (intendo proprio le viscere che ho in pancia) dove "sento" (cioè personifico) il mio Bimbovuvi (perché da piccolo mi chiamavo e mi chiamavano così, non ti sto a raccontare, è la mia mitologia, a te che ti importa!) che è proprio un bimbo, sono io, sono le mie radici, è antico, animale, ma dolce, impaurito, fantasioso, insomma è una persona (ma mica come gli embrioni, che sono cellule e se la mamma ci parla insieme per me, porina, è proprio schizofrenica) ma una persona primitiva, non consapevole... Un animaletto, una scimmietta!
Però occhio: la scimmietta tenera, quando si infuria spacca tutto, diventa una belva... Quando tu non contieni la rabbia e sfasci le cose, o gridi, o insomma perdi le staffe, non è niente di strano: il tuo Bimbo - il tuo Es - è come un gattino o una scimmietta, che però ha una potenza sconvolgente...
Perché noi siamo come gli altri mammiferi, dentro, e se osservi gli animali, puoi vedere l'Es nudo... Odiano, ringhiano, vogliono, corrono, sbranano, poi dormono, poi sognano, poi si montano... Sono, semplicemente, vivi. Noi umani siamo scimmie inquiete, vive, con potentissimi istinti vecchi di milioni di anni, sopravvissuti in un universo indifferente lottando... Siamo figli di quelli che sopravvissero lottando... Per forza che abbiamo, in noi, una forza, pulsioni, ingiunzioni impellenti potentissime!
... Solo millenni di civiltà ci hanno reso bovini da allevamento. Ma non sottovalutare la tua energia vitale...
La Forza scorre potente nella tua famiglia!
In effetti, il corpo fa parte del tu viscerale. A me pare che il tu-io stia solo in un punto al centro della fronte, ma queste sono rappresentazioni... inventale!
... sì, lo so, mi dilungo, sono prolisso e mi ripeto... Porta pazienza, pian piano farò ordine, ma putacaso domani crepassi...
Stavamo parlando della scena interiore:

Mitizzare

Tu ti crei la tua mitologia, e inizi a parlare al tuo Es. Agisci la tua mitologia. È come un gioco, un gioco di immedesimazione. Sei come al cinema, che ti coinvolgi nella vicenda e temi, soffri, sei in ansia, ti dispiace, ti rallegri... Siccome non sei un credente (=schizofrenico) SAI che stai mitologizzando, ma siccome sai anche di essere un io molto poco sostanza, e che sei la facoltà di un animale che non conosci (teoria dell'inconscio, a prescindere se segui la topica freudiana Io, Es, Super-Es) USI L'IMMAGINAZIONE CREATIVA (mitologizzi) perché il tuo scopo non è essere razionale... ma essere felice!!!

Capito? Quando vuoi liberarti dai condizionamenti allora usi la ragion pura... Fredda, spietata, rigorosa.
Ma quando vuoi autocondizionarti... Usi l'arte! Proprio come fa un rito liturgico, il marketing e Hollywood!

La mia scena interiore me la immagino nel mio stesso corpo. Talvolta ho una spada, talvolta abbraccio il cuscino, talvolta abbraccio il sole. Ma portati dentro la tua scena interiore, i tuoi personaggi... sentili nel tuo corpo... All'inizio, quando lo comincerai a fare sul serio, ti spaventerai, penserai se stai impazzendo... Perché quando lo farai, ti accorgerai che il tuo "gioco", il tuo "facciamo finta che" veste una realtà... che il tuo Bambino, sotto alla metafora con cui tu lo contatti, esiste... Esiste eccome. Lui c'è come ci sei tu.
Accetta. Accetta di essere pazzo... Quando è troppo, quando ti spaventi troppo, ricordati che sei la mente di un animale che usa il dialogo interiore per vivere meglio. E che questa è l'unica cosa saggia e sana, l'unica cosa non da pazzi che si può fare...
Se tu non ti prendi cura del tuo bambino, nessuno, né tua madre, né il tuo partner potrà amarlo al posto tuo, perché nessuno, nessuno al mondo, può essere veramente dentro di te come solo tu-te e tu-lui siete.

Sogna e combatti

Sognare: conoscere il tuo Es, cioè scavare per scoprire i tuoi veri desideri al di là dei condizionamenti: quale felicità vuole, davvero, il tuo bambino? Come sta, adesso? Quale felicità gli stai dando? Quale felicità gli/ti farebbe veramente felice? Tu lo sai, lui lo vuole. Tu sai che l'eroina non è la soluzione migliore, lui se la conosce la vuole. Tu puoi decidere se fargliela conoscere. Io ti suggerisco di provarla dopo che hai compiuto 100 anni ;-)

energia dei sogni -> entusiasmo

Combattere: agire secondo uno schema. Gli animali hanno l'istinto, molto utile ma alle volte non basta, tant'è vero che sono nostri schiavi, ahimé.
L'intelligenza, cioè la psicologia e la filosofia applicate alla propria vita come stai facendo in questo momento, possono aiutarti ad agire meglio. Il tuo Es non è tuo schiavo, e neppure schiavo di altri. Ma è ingenuo, animale, primitivo, bambino.... Ha bisogno di te... Tu sei la luce dell'intelligenza, tu vedi lontano (Apollo è colui che colpisce da lontano), tu puoi sapere il Piano, la Strategia per soddisfare il tuo Bambino, tu sei il suo Guerriero! Tu pensi. Lui vuole. Tu ascoltalo, e lui ti darà l'energia vitale. Ma tu, pensando, puoi raffinare il tuo metodo per convertire la sua energia elementare nel propellente del motore verso l'azione che hai stabilito, verso la VOSTRA felicità!
Siete alleati: siete in due. Siete l'uno per l'altra, l'uno vitale all'altra... E siete sulla stessa barca :-D!

strategia globale

Se ti mancano i sogni, l'entusiasmo, non lo stai ascoltando. Ritrovalo. Se invece stai facendo un casino, turbini nelle passioni dispersive, impara come tirare dolcemente per le briglie e fare in modo che i cavalli delle passioni corrano nel sentiero che porta alla vetta. Alla felicità. La più possibile, oggi e domani, fisica e spirituale, meglio meno che niente, meglio più che meno...

addomestica l'ansia con... la noia!

Tu sei sempre emozione: sei in ansia? Giusto... Aspetti un esito! Dopo una settimana che io lo aspetto, comincio a non pensarci e l’ansia sparisce! Gli animali sono abitudinari... L'ansia pure.

Punta al centro, in ogni istante (i tipi della PNL lo chiamano il Focus on)

Pianificare gli scopi: non si può combattere su più fronti simultaneamente...
Vuoi conquistare il mondo? Non devi fare l'errore che, per nostra fortuna, ha fatto Adolf Hitler: aprire due fronti.
Combatteva tutti i paesi occidentali e che va a fare? L'operazione Barbarossa, attaccando a sorpresa la Russia, sovrastimando grossolanamente il suo nuovo nemico. Perse, inesorabilmente.
Tu no, tu sei più furbo, quindi conquisterai il mondo (interiore). Vorresti più disponibilità economica, smettere di fumare e aiutare la tua ragazza? Perseguili simultaneamente e probabilmente non li porterai a termine.
Procrastina il fumo, non muori domani... datti 6 mesi esatti in cui ti concentri sul tuo focus principale (su un essential, cioè il bilanciamento economico) dedicandoti secondariamente alla tua ragazza. Saresti un po' spietato ma tremendamente efficace!
Io uso una pagella quotidiana dove ho una gerarchia di 13 obiettivi, ma me ne frego se ho spesso 5 in qualche materia: prima di tutto punto alle cose più urgenti e importanti!

gerarchia degli obiettivi quotidiani

Lo scopo di correre è imparare a correre

Ecco, qui è importante capire che la gara serve per imparare a correre, perché se impari a correre vincerai le gare! Se tu impari a dialogare con il tuo Te profondo, impari ad animarti, impari come usare le briglie, puoi vincere qualunque gara. La tua prossima gara (fare sport tutti i giorni, vincere un concorso) è una scusa per allenarti, cioè a usare la scena interiore, essere entusiasta, lucido sui tuoi scopi.
Lo scopo è il metodo, perché il metodo è la chiave per ogni scopo!

Sbagliare e ritornare in sella

Ad esempio... cannare. Toppare. Sbagliare. Perdere. Io perdo almeno venti volte al giorno... perché faccio continue gare, e siccome sto giocando nella mia scena interiore (Apollo eccetera) perdere fa parte del gioco, è (quasi) divertente quanto vincere! Beh certo, ehm... cerco di non perdere nelle gare importanti, insomma, se esco di strada o se mi becco una denuncia... Ma è proprio quando il destino ti getta addosso (obiectus, da cui oggettivo, significa gettato davanti) una diagnosi di tumore, una denuncia per danni da 125 mila € (parlo per esperienza personale) che il tuo Apollo, il tuo Guerriero, ha l'occasione per mettere a dura prova la sua capacità di calmare il tuo animale, che sarà (giustamente) preso dal terrore... Si infurierà, non dormirà, avrà attacchi di panico! Poverino... Accogliti.
Accogli la tua paura, la tua rabbia, il tuo attacco di panico.
Hai avuto un incidente serio. C'è poco da scherzare...
Tu sei tuo amico: ora hai bisogno di calore, da te, di sentirti protetto. Calmati, rilassati, concediti un po' di coccole, poi, quando il tuo bambino è pronto per dare un calore a una temperatura adatta a pensare, prepara il tuo piano difensivo, o il contrattacco, o il piano di fuga.
La vita è un gioco molto serio, Per questo è necessario... giocare sul serio!

appuntini
le azioni, agire, scegliere: scambi sui binari circondati dalle possibilità
consapevolezza di sé
imparare a tollerare il dispiacere

piacere e potere

Il potere non è uno scopo, è un mezzo per il piacere. Ma il piacere non è uno scopo, è il mezzo per amare.
Amare è dare piacere.
Da bambino tua madre ti ha trasmesso il suo amore soddisfacendo i tuoi bisogni primari. Se ami tua figlia innanzitutto ti prendi cura di lei, dei suoi bisogni primari. Il piacere è l'effetto psichico del soddisfacimento dei bisogni primari di conservazione e riproduzione.
Il potere, il piacere dei sensi, il desiderio fiducioso, dare e ricevere amore, comprendere, decidere, sono forme di godimento.
La libertà, il denaro, il tempo, la conoscenza, sono forme di potere.
Il potere è il mezzo per poter realizzare i sogni, mettere in pratica la strategia, tramite la decisione e l'azione.
È un "ascesi mondana" (anche l'epicureismo, del resto, faceva coincidere felicità con pace sensoriale).

La motivazione

Il processo bisogno/soddisfacimento è il carburante motivazionale: desiderio – azione - soddisfacimento.
Questa chiave è fondamentale. I piaceri, sopratutto quelli immediati, sono una leva all'azione. Perciò possono essere inibiti perché disturbano i nostri piani superegoici, scatenati se scegliamo la breve vita del libertino oppure, se scegliamo un edonismo razionalista... sfruttarli. Usarli come premio e anche come riassociazione, (una tecnica della PNL che spiego dopo) ad esempio, se non mi va di fare ginnastica perché c'è grigio e sono sovrappeso (associazione a pensieri sgradevoli), allora faccio un patto con me stesso: se faccio ginnastica mi concedo (mettici qualcosa che alletta i sensi istantaneamente, non ti dico cosa uso io che sono un maschietto ;-) potrebbe anche essere un dolce o una sigaretta, perché no? Se tanto comunque non seguo quanto vorrei la mia dieta o fumo, beh, almeno lo faccio per una giusta causa!

Quindi: sofferenza, impulso all'azione, strategia, potere di agire, soddisfacimento.
E fin qui, siamo a Robbins.
Yuri il Pazzo, va oltre, e ti suggerisce: il tuo baby è un animale polimorficamente perverso... Osa! Premiati con qualcosa di proibito, indicibile... perché la tua scena psichica è TUTTA simbolica! Il mondo del baby è immaginifico!
Lo so che adesso hai paura che io ti tiri il solito pippone. È così, lo sto per fare, ma è fontamentale che tu connetta la felicità all'arte da un'angolatura esistenziale, non solo teorica!

Il potere felicitante dell'immedesimazione (sfruttata dall'arte)
Immaginati un film che ti ha emozionato. Se sei una donna, potrebbe essere La Doppia Vita di Veronica (magari...), o Titanic (purtroppo!), se sei un uomo potrebbe essere il Settimo Sigillo (magari...) o Rocky (purtroppo!), se sei un giovine, potrebbe essere il In the Mood for Love o almeno The Twilight Saga... (purtroppo!)
Sono opere d'arte, magari profonde, magari mediocri. Sono, cioè, illusioni, finzioni: fantasmi che emozionano.
I sogni notturni, sono molto simili, sono altrettanto emozionanti del cinema. O il contrario...
Un libro, è una via di mezzo tra un tuo sogno e il cinema.
Un sogno... Una fantasia... Può essere creato da te (immaginazione), o dai sogni di qualcun altro (arte), e catturarti, rapirti dal mondo reale tramite il processo magido dell'immedesimazione.
Capisci? Capisci l'immenso potere stregonesco della tua immaginazione e dei manufatti d'arte?
Quando ti immedesimi in un mondo irreale, tu vivi dentro, quel mondo metafisico e onirico. E sguinzagli le emozioni del tuo baby mille volte di più di mille orge, e torte, e lotterie! Il tuo mondo interiore è incommensurabilmente più vasto della spoglia materia dell'universo, perché l'universo, è, dentro di te, solo un piccolo mondo del tuo universo. Basta il quarto movimento della Nona, l'Infinito di Leopardi, il frammento di un sogno o di un ricordo: bastano una vecchia fotografia, o lettera sbiadite.
Sotterrate fino a quel momento sotto alle carabattole del quotidiano, per trasformare l'apatia in lacrime di commozione, un giorno di sfiga in un momento topico, in un crocevia che segnerà la tua vita. Ogni istante, grazie alla tua immaginazione (ma nessuno ti vieta di mischiare i sogni di altri con i tuoi, traendo ispirazione dal Grande Masturbatore di Dalì o da un vecchio poster anni '70 di Miguel Bosè e sognare ad occhi aperti) tu puoi fare di ogni istante, di ogni giorno, l'Inizio.
Di questo istante, di oggi, di adesso, il tuo prossimo, fondamentale Inizio.

Dolore = motore
E si può fare anche con le emozioni disfelicitanti!
Quando inizi a cercare usando l'intelligenza strappi il velo del favolismo conformista e finisci nell'angoscia: il motore più potente della crescita umana.
L'angoscia nasce dalla presa di coscienza dell'ordinaria infelicità, a cui conduce il comportamento comune e che non vogliamo sopire con nessuna ideologia. Il riconoscimento dell'irresolvibilità della vita è una sorta di deflorazione esistenziale, avvenuta la quale il rifugio nel bovinismo diventa intollerabile. Da cui l'angoscia. Dall'angoscia in avanti, ci viene data l'opportunità di vivere veramente la nostra vita: l'angoscia ci forza a compiere delle scelte, migliori o peggiori, ma comunque nostre, di soggetti che scrivono la propria biografia.
E ti dirò un piccolo segreto: talvolta la mattina rimarrei a poltrire a letto; altre volte mi è capitato di sentire che la giornata, quello che sto facendo, è ripetitivo e insipido... Sai cosa faccio? Beh, sfrutto l'angoscia! Mi fermo a riflettere e a immaginarmi i miei ultimi attimi prima che morirò, a pensare alla paura che avrò, al rimpianto di non aver vissuto di più, all'ineluttabile fato che prima o poi io non esisterò mai più...
Non so se è l'adrenalina o la filosofia, ma mi viene subito il pepe al c... ;-)

calamitas virtutis occasio est
(Seneca)

"felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha"
Wilde, Il ventaglio di Lady Windermere

Unire l'utile al dilettevole

Il piacere ha 3 parametri:
•  profondità, cioè quanto è importante il bisogno che soddisfa rispetto all'organismo o alla sua specifica personalità (storia, vissuti etc.)
•  intensità (il livello di godimento immediato)
•  gittata (non è la durata del godimento immediato, è la media ponderata a distanza di tempo, cioè i benefici nel tempo)

tasso edonistico: velocità e intensità di attivazione del piacere
media eudemonistica: incremento di felicità a lunga gittata

Esempi:
cibo e droga: alta intensità, breve gittata.
sesso: alta intensità, lunga gittata.
affetto di coppia: bassa intensità, alta profondità, lunga gittata.
sport: bassa intensità, poca profondità, lunga durata

i piaceri di breve gittata, come i piaceri, servivano originariamente per il mantenimento e ora possono servire per il ricondizionamento. I piaceri profondi a lunga gittata portano invece all'autorealizzazione e all'autostima. Amarsi è la forma di piacere più profonda, intensa e durevole.

Diceva il teologo Niebuhr: "signore dammi la forza di accettare ciò che non può essere modificato, coraggio di cambiare ciò che può essere cambiato la saggezza x distinguere questi due ordini di cose"

Allora raggiungi il tuo scopo ogni istante in cui gusti ora la tua vita e simultaneamente stai agendo per migliorare il tuo futuro.
Ma talvolta non riesci a essere felice mentre agisci per il meglio: in tal caso, è necessario che tu ti impegni ad agire per il meglio procrastinando in un momento successivo il godimento della vita. Per procrastinare è necessario caricarsi di energia: l'energia la ottieni gustandoti la vita che già vivi e pregustandoti la felicità che puoi raggiungere impegnandoti.
Quindi, raggiungi il tuo scopo ogni istante in cui inizi un processo per essere più felice possibile composto di fasi di cui la prima è necessaria per incominciare il processo, ognuna facilita la successiva e l'ultima è la più desiderabile.

A - Accettazione: accetta la tua vita ora così come ti è stata concessa
I - Impegno: capisci, decidi e agisci per essere più felice nel futuro
P - premio: appena riesci, goditi i frutti delle tue azioni
F - Flusso: gustati ora ciò che stai capendo, decidendo e facendo per essere più felice nel futuro

L'accettazione della vita ti da l'energia per iniziare il processo di cambiamento. L'impegno può essere facilitato pregustandoti un premio. Se raggiungi il premio ti ricarichi per l'impegno successivo, altrimenti riparti dall'accettazione della vita. Quando cominci a sovrapporre fasi di godimento a fasi di impegno, stai entrando in un flusso di felicità, cioè in un processo che incrementa se stesso illimitatamente.

Il tuo scopo sono i flussi della felicità: essere felice ora mentre migliori il tuo futuro per diventare sempre più felice.
1 - accogliere la molteplicità degli eventi (vedere il positivo)
2 - associare il piacere a ciò che ci è utile (sport, dieta, lavoro, dare)
3 - imparare a godere del piacere

Ricondizionamento

Il tuo metodo consiste nell'influenzare il tuo mondo emotivo tramite l'attenzione che usa come strumenti: corpo, logos, immaginazione contro - mediazione bisogni ambiente e selezione comportamenti (neuroscienze)

Comportamenti classificazione dei comportamenti come dannosi, innocui, preferibili, inevitabili
attenzione (illusione di libertà) x accettare: esisti, vivi, il mondo brulicante di vita, stupore e gratitudine
attenzione per impegnarsi: visualizzazione della meta, roccia, determinazione, modelling

•  I am still alive
•  the universe, exists
•  I am what I am

io esisto / io sono yuri

Gli altri

elenca i tuoi amici per la vita
perdona solo una volta per ferite mortali
la seconda cancella quella persona dalla tua vita, così hai la certezza che non capiterà una terza volta di essere tradito.
x le ferite minori fregatene e basta, impara a farti la scorza, gli esseri umani migliori non sono di specie bovina.
distacco compassionevole.

Crea e genera

missione

evocazione teurgia: congiunzione arte-religione

essenze: alto basso, cielo terra, le più comuni. dal centro verso l'esterno gli dei si diluiscono, cioè le essenze operano ovunque, ma divinizzarle significa essere consapevoli. per il massimo godimento però 2 strade: aumentare l'energia oppure saper saziare gli dei con economia, cioè: vivo vita intensa con grande impegno e soddisfo gli dei alla grande, oppure attraverso meditazione e contemplazione con poco dispendio li soddisfo se imparo A GODERE LE ESSENZE PURE DENTRO DI ME, cioè se imparo a godere più intensamente, mi serve meno energia per farlo!

l'arte

La fiaccola che illumina il percorso è ancora e sempre l'arte: è all'arte che possiamo chiedere di farci sfiorare l'esistenza. Possiamo anelare a noi stessi e innamorarci di noi, come di Dio, come di sogni bellissimi.
il teatro greco segnò la drammatica fine del dramma e il tradimento della tragedia. L'arte come partecipazione estetica cedette il posto allo spettacolo. Essere spettatori è un'umiliazione dettata dal più bieco masochismo bovino... pagare per essere spettatori rattrappiti in una seggiolina anonima mentre gli attori e gli atleti fanno l'azione... Vivono... Se non è squallido questo! Vivi! corri, gareggia tu, dipingi tu!
Eccheccazzo.



Scegliti il padrone migliore

risorse ambientali
Meglio essere schiavi del proprio piacere o della propria libertà che essere schiavi del capo ufficio o del senso di colpa. Allora perché non Scegli di servire la dea Felicità?

Se non si riesce ad essere Zeus, si è in balia di Poseidone, di Ares e di Ade!

terreno emotivo influenzato da ambiente fisico, potenze sociali, io (civiltà Matrice)

APPROFONDIMENTI:
bell'articolo su -> 10 suggerimenti veloci nei momenti di crisi, quando la vita ci toglie certezze, lavoro eccetera (in inglese)



> Prassi       (clicca qui per tornare all'indice)


TODO
Ascolta, leggi bene questa frase che ti dico: NESSUNO, può essere felice senza organizzarsi. Esagero? Sono troppo razionale? Ok, però aspetta un attimino: anche se il fato ti riserva le migliori fortune, tutto ciò che ottieni per grazia ricevuta non ti potrà mai rendere fiero di te. Quindi, TUTTI coloro che vogliono essere felici, hanno bisogno (tra le altre cose) di poter realizzare qualcosa di impegnativo per essere fieri di sè. Qualunque progetto impegnativo, richiede organizzazione. Da cui la parola "Organizer". Quindi, questa la possiamo boldizzare:
NESSUNO può essere felice senza organizzarsi.
Usa un organizer, usa dei post it da spargere ovunque, una lavagna magica appiccicata al frigo, un'agendina di qualche hanno fa che ti ha dato la Cariplo, ma ti giuro che se ti becco che non ti appunti gli impegni quotidiani ti do tante di quelle mazzate...
Io ora uso un banale file di Word " TODO.DOC": un elenco di TUTTE le cose che voglio fare nella vita!
A undici anni (te lo giuro su Dio, vai a chiederlo a mia mamma, dai! hahaahah) avevo un quaderno dove appuntavo il numero di miccette (mi preparavo per il capodanno con buon anticipo) e altre cose anomale che evidentemente erano importanti per Bimbovuvi. A scuola avevamo tuttti il diario, e poi, da quando diventai un fanatico cattolico (grande esperienza di formazione. Un pò come andare soldato, suppongo) iniziai a usare un'organizer di circa 3 kg. dove avevo l'agenda, la rubrica, il calendario, le efemeridi... Poi, quando diventai nerd, sul primo IBM portatile Dos iniziai con un file di testo, che diventò un word con l'avvento di windows.
E' lungo ormai 20 pagine, ma la cosa importante è che le varie cose da fare sono organizzate mese per mese.
La prima pagina è la più importante perché mi fa da agenda: ho l'elenco delle cose da fare oggi, domani, settimana prossima, e in generale nel mese in corso... Usare un file di testo è comodissimo perché puoi continuamente aggiornare gli impegni, espanderli, sintetizzarli, procastinarli (ecco, diciamo... sopratutto procrastinarli!), dividere i tempi come ti è più comodo.

TODO list


Forme di meditazione
La sera mi ficco a letto, spengo la luce e mi metto a loto semplice: prima penso alla giornata e alle cose belle che ho fatto. Poi cerco di darmi delle carezze interiori: mi sorrido (nel buio!), sento il mio respiro fluire e comincio ad adagiare l'anima nelle coltri accoglienti del buio.
Già, meditare... ma come?

Meditazione profonda
Credi davvero che il Nam-myoho-renge-kyo (Daimoku) possa apportare magici benefici, realizzare i sogni più profondi, farti entrare in perfetta armonia con l'universo? Se sì... torna qui, se vuoi usare il cervello ;-) Perché la 'preghiera del cuore', la meditazione trascendentale, la recita del rosario, il namyoko, il reyki e qualunque altro mantra, sono CANTILENE RIPETITIVE. Se non sei vittima di un qualche delirio collettivo (talvolta chiamato: religione) capisci che sono tutti molto uguali: dei metodi per assopire il pensiero vigile. Qualunque forma di ripetizione ritmica, il movimento dell'altalena, dondolare, ci aiutano ad assopirci, proprio come cullare un neonato lo aiuta ad addormentarsi. Quindi non ha importanza cosa ripeti: l'importante è che non ti faccia pensare! Infatti, il valore rigenerante e rasserenante della meditazione sta proprio in questo: se riesci ad assopire il pensiero analitico, la coscienza vigile diciamo (corrisponde alle onde cerebrali alfa) il sistema parasimpatico viene stimolato, in maniera analoga alle fasi REM del sonno.
Vuoi sapere però il metodo più semplice e facile e naturale?
Concentra la tua attenzione sulla tua respirazione: percepisci il fluire del respiro. Se ti accorgi che stai pensando a qualcosa non ti innervosire, lascia scorrere il pensiero e torna a percepire il tuo respiro. Se visualizzi l'energia che entra e esce sei sulla strada giusta. Continuando così, comincerai a "galleggiare nel presente". Tutto qua! Bastano 10 minuti al giorno, non ti credere...
E una.

Meditazione contemplativa (attivante)
In realtà, oltre alla meditazione profonda di cui abbiamo parlato sopra, c'è anche un'altra meditazione, altrettanto utile (e più rapida), che viene spesso confusa con la contemplazione e la visualizzazione. Si tratta di "prendere coscienza" di quello che è bello nella nostra vita... E io suggerisco: la vita stessa! Essere vivi! Alla mattina appena sveglio fai un bel respiro a braccia alzata guardando il cielo 'accorgendoti' che sei ancora vivo, che esisti. Dura dieci secondi e "sveglia", è piacevole e fa bene. Naturalmente per apprezzare la vita bisogna sapere di morire e odiare la morte, ma questo è un altro discorso.

Visualizzazione (mutante)
Se la meditazione contemplativa viene fatta utilizzando la fantasia, viaggiando nel tuo immaginario, la si chiama spesso training autogeno o più semplicemente... visualizzazione ;-) E' la stessa cosa, pensare a qualcosa di positivo, ma è molto utile quando devi contrastare uno stato di rabbia, stress, nervosismo. Mentre percepire l'essere vivi attiva -quindi è adatto a quando siamo un po' spenti, non nervosi- evocare con l'immaginazione un ricordo, un luogo, Dio, un mondo fantastico che ci fa sentire bene, 'contrasta' gli stati negativi perché l'immaginazione ti fa evadere dalla tua realtà. Esattamente come vedere un film piacevole, leggere un libro fantasy...
Quindi decidi che cosa ti fa stare meglio da immaginare (io uso un'isoletta caraibica dove sto meditando con Gemma felice) e rappresentatela sinestesicamente (con tutti e cinque i sensi) e, bastano un paio di minuti, quando riapri gli occhi ti sentirai più positivo e lucido.

appuntini
Meditare come forma di assaporamento di sé. Argomenti di meditazione (come percepire contemplativo di) avere la possibilità di essere felici, l'esistenza, di vivere in un universo, l'enigma della realtà materiale, la capacità di sognare e immaginare, di provare emozioni, di amare e generare, modificare il corso degli eventi.


Meditazione rituale e ritualità
Il rito non è altro che una serie di azioni, come un teatro, una danza, un canto, che esprime l'invisibile nel visibile. Proprio come l'arte... Ovvero: siccome è ovvio che la magia non funziona sulle cose, chi è molto ignorante o schizofrenico, farà un rito delirando, cioè convinto che sta agendo su un mondo magico, di forze spirituali. Chi, invece, grazie all'intelligenza, si è liberato dei deliri collettivi, la chiamerà arte. La ritualità è incarnare l'arte: esprimere il mondo interiore non solo per uno scopo estetico o evasivo, ma per uno scopo psicodinamico, trasformativo. È quindi una forma di meditazione che coinvolge l'azione.
Eccomi qui, in un territorio magico, a compiere un rito di ringraziamento a Sole e Terra.
Non capisco perché tutti gli altri ridevano...

rito di ringraziamento alla terra e al sole

Mantra, preghiere, nenie, formule magiche, gingle, refrain, slogan, motti, aforismi, imprecazioni
Frasi. Sono frasi. Possono essere una sola parola. Una poesia. Che tu prima ti studi, poi ti mandi a memoria, poi le assorbi in maniera che diventino delle cantilene automatiche. Il Daimoku (namyoko eccetera) e quella roba del fiore di loto, sono esempi di mantra. Certamente sono molto belli e avranno una loro musicalità, ritmicità, particolarmente adatta. Ma quando senti qualcuno dire che solo quelli funzionano perché, e la tradizione millenaria, e che il Buddha, e che io poi ho trovato un biglietto da un milione per terra uscendo di casa che ne avevo proprio bisogno, tutte queste idee si possono raccogliere sotto una categoria: IGNORANZA.
Mia nonna diceva che pregava Padre Pio. Mia nonna sapeva 6 lingue, ma quando diceva che Padre Pio la esaudiva, era IGNORANTE. Credere nella magia o negli dei che ti ascoltano è anche IGNORANZA (oltre che schizofrenia).
(Ignoranza della storia, della paleologia, della psicobiologia, dell'etologia, della storia delle religioni, della filologia e dell'ermeneutica: bisogna essere totalmente all'oscuro di TUTTO quello di ovvio in questi campi del sapere, oppure saperlo solo come nozione e non aver mai acceso il cervello per capire quello che si ha imparato)
Io parlo con la mia pancia, come sai, e evoco Apollo. E ho provato a recitare il Daimoku per due giorni fatto bene (io non ho pregiudizi, solo postgiudizi!) e quando ero "Soldato di Cristo" mi sparavo un rosario intero tutte le (sante) sere, dopo la messa in latino tutte le (sante) mattine, alle 7 nel monastero di Via Bellotti.
Quindi, quando si parla di fede e ignoranza, so perfettamente di cosa parlo perchè io, anche se studiavo greco e latino, ero credente anche in quanto IGNORAVO dati ovvi delle scienze. Oltre a essere schizofrenico.
Ora io continuo a pregare, pur essendo ormai adulto, quindi agnostico e materialista.
Pregare è fondamentale, nella vita interiore.
Ma sono abbastanza maturo e intelligente da sapere che gli Dei sono solo dentro di noi, in cielo non ci stanno ufo che ci ascoltano, marie o maometti o apolli che ci ascoltano...
Prova, per una volta prima di crepare, ad ascoltarti tu!!!
Ascolta il tuo cuore, lì ci sta Gesù, gli ufo, i Jedi, la tua mamma, tutto quello che ami. Il tuo cuore è reale e vivo!
Ovviamente qui ti dico anche i mantra che io uso. Sono assolutamente ridicoli, alcuni. Trovati i tuoi, fabbricateli, usa Montale o il namyoko, ma ricordati che sono formule magiche che funzionano se agiscono in te.

Preghiere per evocare APOLLO
Apollo rappresenta, per me, l'equilibrio emotivo. Quando mi sento travolgere da uno stato emotivo indesiderato, disfunzionale, come la rabbia, per ritrovare la calma evoco Apollo. Mi metto dritto e rilassato, Faccio un respiro calmo, cerco di fissarmi sulla luce che vedo intornoa a me, e ripeto dentro di me una di queste formule.

Considerate la vostra semenza - fatti non foste a viver come bruti - ma per seguir virtute e canoscenza
Ulisse, canto XXVI

Nec ridere, neque detestari, sed intelligere
Spinoza

Non c’è niente di buono o di cattivo ma è il pensiero a renderlo tale
Shakespeare, Amleto, atto II scena II

Quante mai cose possono venire e quante andare senza che il mondo finisca
Emily Dickinson, poesie

The Force is what gives a Jedi his power. It’s an energy field created by all living things. It surrounds us and penetrates us. It binds the galaxy together
Obi Wan Kenobi

It was in the reign of George III that the aforesaid personages lived and quarrelled; good or bad, handsome or ugly, rich or poor, they are all equal now
Kubrik, Thackeray, Barry Lyndon, Epilogue

Quot homines, tot sententiae
Tertulliano

Philosophia, quid est aliud nisi donum deorum?
Cicerone

Amando il vivere, gli uomini amano l'esercizio della sapienza e il conoscere
Aristotele, Metafisica, I

Non ho mai dato importanza alle piccole cose
Luc Besson, Nikita

Non dire mai di una cosa l'ho perduta. di sempre: l'ho restituita
Epitteto


impegni
Fissati ogni giorno un impegno inderogabile: mettilo primo della lista, fallo subito e mandalo a quel paese, che poi sei libero!
Ogni giorno avrà la sua cosa poco gradevole, è così. Ma tu pensa che non sei costretto: hai scelto di farla anche se non ti piace perché ti è utile, cioé farà più felice il tuo tu futuro!

saluto al sole
La mattina faccio un bel respiro e mi 'accorgo' che il mio corpo è caldo, io sono ancora vivo, un nuovo giorno regalato dal fato!

l'anti-coltrismo, ovvero: come svegliarsi (e alzarsi) quando si ha sonno
(Nota: i miei rimedi per svegliarsi presto di mattina sono studiati per migliorare un'indole adagiata)
Per svegliarmi presto la mattina, io uso una luce forte sparata negli occhi, prima chiusi, e pensare che morirò e non esisterò mai più per sempre, insomma penso a qualcosa che mi spaventa, l'adrenalina agisce sul sistema reticolare talamico aumentando la vigilanza secondo la scala di Glasgow.
Se non riesco, allora mi tiro un pugno sullo zigomo. Il dolore scatena la risposta parasimpatica, quindi, ancora, adrenalina e perciò vigilanza.
Qualche lettore, riguardo a questo dice: “Caro Yuri Radaelli, mi sa che tu sei proprio malato da internare: ma si può, che consigli in un sito dedicato a essere più felici, di iniziare la giornata tirandosi da soli un bel cazzotto in faccia?”
Certo, capisco.
Poi però, quando vai a vedere un bel filmone americano come Fight Club, non pensi che il regista sia un imbecille, ma che è un genio, che idea forte, la doppia personalità, vincere se stessi, che storia originale, che figo Brad Pitt, che film macho!
E gli antichi latini come Seneca, anche loro da internare, evidentemente: bis vincit qui se vincit in victoria
Una precisazione: se ci si sveglia ma si rimane sdraiati, per quanto possa essere un momento creativo, oltre che piacevole, si rimane in uno scorrere del tempo molto rapido. Cioè non si sfrutta il tempo, ci sta scappando.
Se si ha bisogno di tempo, non basta svegliarsi: è necessario alzarsi!
Si può creare il proprio tempo? Sì, in una certa misura: se il metabolismo aumenta, se il cervello reagisce più rapidamente, la tua percezione del tempo verrà dilatata. Durante, ad esempio, un incidente, o un momento emozionante della vita, il tempo sembra quasi fermarsi, o scorrere al rallenty. Questo è l'effetto di alcuni neurotrasmettitori, ad esempio la dopamina, oltre che a ormoni come l'adrenalina.
Ma il corpo si intossica più velocemente, nella maggior parte dei casi... non ho studiato bene la questione, ma la maggior parte delle forme di incremento della reazione cerebrale non sono sostenibili abitualmente: molte sostanze psicoattive rendono il cervello più veloce, più reattivo. Ma, oltre a tutti i problemi legati allo sviluppo di tolleranza e dipendenza,se usate abitualemente danneggiano, intossicano e fanno degenerare tessuti e organi. Ma il concetto rimane valido: vivere più velocemente, più rapidamente, ha lo stesso identico effetto soggettivo di aumentare il tempo. naturalmente, allenarsi ad agire, alla concentrazione, meditare, aiutano il cervello in maniera naurale ad acquisire prontezza, e forse questo può aumentare la sua velocità.

Come svegliarsi presto


economia
Guadagnare molto è perfettamente inutile se si spende di più. Ma non devi "rinunciare" agli acquisti, solo posticiparli facendo un elenco... nel file TODO ;-)

Iwbank
E' un'ottima banca online: non costa nessuna operazione!
Un auto è un grande costo di mantenimento e si deprezza. se puoi farne a meno, facci un pensiero.
Se lavori a progetti chiedi sempre un anticipo del 15%
partita iva sotto ai 30.000 di reddito
nei rapporti professionali sorridi e rimani neutrale, non identificarti con il tuo lavoro: tu stai offrendo un servizio!

Energia
L'energia fisica si ottiene con una buona dieta, abitudini sane e sport.
andare a letto prima di mezzanotte e alzarsi alle 7 dormire più di 9 ore è controproducente, dormire meno di 6 intossica

dieta: verdure crude, frutta la mattina, arance in abbondanza fresche senza zucchero non con cucchiaino senza berci prima e dopo, acqua almeno 2 litri al giorno sempre vicina per invogliarci, the verde, come proteine pesce, no alle pastiglie di omega3 ma molto salmone al naturale o crudo zero superalcolici e fritti

sport: ginnastica aerobica almeno 2 volte a settimana almeno 1 h a volta / anaerobica almeno 1 volta al mese max 1,30 h. Io faccio la routine. Funziona alla grande! Ogni giorno faccio 10 minuti intensi, oppure 10 esercizi durante la giornata. Attiva il metabolismo, aumenta la velocità del cervello, fa sentire più tonici della Schweppes!
ah... ricordati di togliere i Kleenex dalle tasche prima di fare la lavatrice...

sesso
3 ingredienti, scelta, dolcezza e forza. non fate carezzine, voi siete i predatori.

antidepressivi
Non sono un medico, non posso dare consigli sui farmaci perché è vietato dalla legge.
Potrei convincerti a credere che Dio ti giudica se ti fai una sega, posso dirti che a Stonenge si fanno viaggi astrali, posso fare un sito intero sui superalcolici o sui Rifle, ma se parlo di pastiglie allora rischio la galera.
Echettidevodire.
Se sei un imbecille, non credo che hai bisogno di leggere quello che scrivo per fare cazzate, non ti pare?
Se sei un minorenne, allora sei un genio con il Q.I. di 200 se riesci a capire e seguire le mie elucubrazioni farraginose... Io mica sono Il Corriere della Sera, lo dovresti avere intuito che questo è un blog, che dico la mia opinione di semplice filosofo e consumatore, no? Che questa pagina è una chiacchierata, come se fossimo sul treno e chiaccherassimo del più e del meno!
Vabbè, quindi: Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa pagina illustra la mia esperienza e OVVIAMENTE non sostituisce il parere di un medico.
Io ho avuto crisi psicopatiche. Ho conosciuto degli schizofrenici. E non ne so niente!
Ma so che la maggior parte delle persone non è psicopatica: convive con dei disagevoli disturbi della personalità che però non sono pericolosi per l'incolumità. E sinceramente, io esorto chiunque a farsi visitare da un neurologo, da uno psichiatra, superando l'arcaico tabù che se hai un problema renale vai dal medico, se ti duole l'appendice pure, se sei triste, svogliato, isterico, bulimico, no... non sei mica pazzo!
Gli psicofarmaci si dividono, grossomodo, in tre categorie.
I sedativi, tipo il Valium. Sono pericolosi, perché danno tolleranza e dipendenza. Tolleranza significa che devi prenderne sempre di più per ottenere lo stesso effetto, dipendenza significa che se dopo stai peggio di prima! Insomma, io ti consiglio di considerarli come una carta jolly che puoi usare solo UNA VOLTA all'anno per tre giorni, non di piú! non ti dico non usarli: se non dormi da tre giorni e devi pilotare un Fokker, quelli ti stendono e dormi.
Ma stai in guardia: funzionano come la droga e non ti fanno nemmeno divertire!!!
Poi ci sono gli antipsicotici. Sono simili ai sedativi, ma ti addormentano da sveglio. In pratica, non vivi, vegeti.
Necessari sotto controllo scrupoloso solo per quello per cui sono nati: evitare pericolose crisi psicotiche.
Poi ci sono gli antidepressivi, che si dividono in vecchi e nuovi, cioé quelli cosiddetti di terza generazione.
Quelli classici hanno molte controindicazioni, alcuni sono tossici, altri se ci bevi ti stampi... Io non li ho mai provati, non ti so dire, chiedi al neurologo. Si parla anche di ansiolitici, ma siccome spengono un pò, secondo me sono da considerare dei coadiuvanti di un antidepressivo... sempre parlando di depressione non gravissima e senza manie suicidarie, perché proprio in quest'ultimo caso, credo che un medico li prescriverebbe necessariamente... insomma meglio essere apatici che morti, ma io parlo di casi non gravi, è evidente!
Poi c'è una classe di psicofarmaci che secondo me è sensazionale come la pennicillina: i principali sono gli SSRI e gli SNRI. GENERALMENTE non hanno controindicazioni pesanti, per questo puoi assumerli anche 20 anni! Puoi bere alcolici, non danno sonnolenza e non producono nè dipendenza nè tolleranza! Da non crederci eh? Io ho usato per anni l'Escitalopram: fa in modo che la naturale serotonina (da cui dipende il buon umore) rimanga più a lungo disponibile al tuo cervello, cioè il tuo stato d'animo è più stabile e positivo. Fatti consigliare da un neurologo, io ne conosco uno di mezza età molto paziente ed equilibrato che opera a Milano, dott. De Palo.
Ci sono molte diverse molecole, se credi che ti possano essere utili, con il neurologo inizi a provarne alcuni e vedi che effetto ti fanno. Gli SSRI danno buon umore e attivano (per questo sono pericolosi per chi è depresso con manie suicidarie... perchè attivano la volontà e patatrak!), gli SNRI supportano la capacità di concentrazione. Io poi, che sono un pazzo, ne ho usato uno (Bupropion) che NON ti consiglio a cuor leggero perchè può dare effetti indesiderati seri (convulsioni!) e che il mio neurologo me lo aveva negato resolutamente, e che poi, vabbeh, ho gli amici dottori, e insomma è un ricaptatore della dopamina, quindi aumenta la voglia di fare. Mioddio, per un pigro cronico come me.... Ah, che sollievo indicibile!
ATTENZIONE AGLI SSRI E SNRI come a qualunque antidepressivo!
Mi raccomando, fatti seguire da un medico, perché sono meravigliosi e molto sicuri, ma con l'umore si rischia grosso... Se ad esempio termini la scatola o ti dimentichi di prenderle per qualche giorno, puoi entrare in una depressione gravissima e pericolosa (con manie suicidarie). E' l'unica cosa da non fare: interrompere di botto...
Ho visto in due giorni di interruzione persone equilibratissime avere crisi psicotiche che le rendevano irriconoscibili e davvero pericolose! Se non sei sicuro di poter seguire con precisione le indicazioni del tuo medico, allora meglio che lasci perdere, perché l'unica cosa che esige un trattamento con psicofarmaci di nuova generazione è seguire attentamente le prescrizioni del medico sulle dosi, la somministrazione, la durata e il metodo per interrompere la cura (scalare gradualmente) o come cambiare la molecola o combinarle.

p.s.
Sai delle polemiche intorno al Ritalin, vero? E' giusto essere prudenti, ma anche sapere che in Italia sta arrivando il potere di Scientology (sono già molti i potenti iscritti a questa lobby) che fa un'enorme pressione politica e campagne denigratorie contro il buon nome della psichiatria medica in generale! -> Qui un articolo dove si mostrano le loro campagne.


Terapie
Io ho fatto terapia psicanalitica per due anni e poi altri due anni di terapia sistemica. Sono un convinto sostenitore dell'importanza di fare un'esperienza terapeutica: aiuta moltissimo a conoscerti, capire come funzionano le tue emozioni, e l'elaborazione ti libera dai blocchi e ti rende più libero. La sistemica ti aiuta a usare il corpo e i ricordi come energia vitale da incanalare in maniera produttiva e non distruttiva.
Una cosa sola mi sento di dire, però: quando scegli con chi iniziare un percorso terapeutico, incontra diversi psicologi, non fermarti al primo e fagli molte domande, cerca di valutare se ha un atteggiamento prevaricatore o poco attento... Io ho approfittato di una 'giornata della terapia' e ho incontrato in due settimane più di 10 differenti psicologi e psicologhe... E ti dico che ad alcuni di loro non avrei affidato manco il gatto! Una donna, con le pareti piene di titoli accademici, glaciale, dominante, riusciva a mettere in soggezione un tipo come me! Mi chiese 120 € a seduta.
- Caspita, è il doppio della tariffa normale... (dico io sorridendo)
- Forse è perché io sono la presidente di X e Y?
...Non credo che servano commenti.
Ho conosciuto un fracco di terapeuti, una mia ex è una terapeuta junghiana, ho fatto psicanalisi, terapia sistemica e sto studiando psicologia come seconda laurea.
Sono arrivato alla conclusione che sia l'analisi junghiana, che freudiana, che il cognitivismo e la sistemica di gruppo sono esperienze potenti. E che ovunque c'è il pericolo di ciarlatani e guru vampireschi.
Partendo dal presupposto che incontri un medico che ti ispira, queste sono le differenze per me:

Cognitivismo
È una scuola razionale, concreta, che usa il cervello per modificare i comportamenti disfunzionali.
Difficile che faccia male... Molte tecniche sono ancora comportamentali (Skinner), ma anche noi siamo ancora animali... Il condizionamento è un'esperienza che facciamo tutti i giorni, perchè non sfruttarlo?
Sappiamo anche che la prospettiva cognitiva (vision), il linguaggio, la postura (la PNL viene dal cognitivismo) influenzano il nostro stato emotivo e quindi imparare questi strumenti è comunque utile.
Ma per i cognitivisti noi ci riduciamo a animali con dentro un pc.
Il che è vero.
Peccato, però, che tra la macchina e il pc ci siano 500 milioni di storia evolutiva che hanno creato una psiche viscerale, pulsionale, potentissima, che i cognitivisti ignorano facendo "blablabla, non sento, blablabla..."
Perchè odiano, detestano, disprezzano Freud (qui un mio articolo di sintesi). Fanno benissimo, era un millantatore ambizioso, e l'Associazione degli Psicanalisti è una setta detestabile: possiedono tutti gli scritti di Freud e NON LI HANNO MAI PUBBLICATI.
Disgustoso, semplicemente.
Purtroppo, però, l'inconscio esiste, e molti schemi freudiani sono tutt'ora delle piste preziose per indagarlo.

Psicanalisi
Oddio, il pansessualismo, che ossessione, ma perchè spiegare tutto con il sesso!
E lo vieni a dire a me? Io che ci posso fare, se i bambini si masturbano a 4 anni? Se la pubblicità straborda di tette e i varietà di cosce e culi? Se le parolacce più gustose e le prime che si imparano hanno a che fare con il sesso? Se ogni essere umano nasce da una copula e il cosiddetto "amore romantico" è sesso ammantato da luci soffuse, fading e musichette languide? No, amico o amica mia, non è Freud ad avere l'ossessione del sesso...
È l'umanità!
Ed è anche ovvio, perché è semplicemente il meccanismo di diversificazione genetica sulla quale contano i mammiferi. Serve perché i mammiferi sopravvivano e si adattino, proprio come mangiare!
Tutti mangiano e tutti si eccitano, punto.
Negare l'esistenza dell'inconscio, poi, per me è ridicolo. Come se quando siamo spettatori dei nostri sogni notturni, non ci troviamo alle prese con un regista geniale, imprevedibile, a noi totalmente oscuro!
Come se non fosse esperienza quotidiana di tutti essere alle prese con emozioni indesiderate e potentissime, il desiderio, la rabbia, la paura... Emozioni potenti, antiche, in cui il nostro io razionale è immerso!
E cosa dire del super-io? Come si può essere così ipocriti da non riconoscere le ingiunzioni del dovere, l'introiezione della morale, il senso di colpa e di vergogna?
Freud (ricordiamo visse prima del Titanic...) le considerò istanze psichiche per sottolineare la loro autonomia, la loro indipendenza dal nostro io razionale.
La psicanalisi è un viaggio nell'oceano del sè profondo. Un viaggio costoso, doloroso, lungo.
Ma senza il quale, si rimane a prendere il sole in spiaggia.

Analisi junghiana
Non mi piace. Anzi, la odio. Anzi: odio Jung. Un grande genio, un erudito affascinante. Un vigliacco traditore, che ha depurato la psicanalisi fruediana quardacaso proprio di tutti quegli elementi scomodi e scandalosi per i bempensanti! Vigliacco aristocratico, agile pifferaio del bel mondo! Istrionico lusingatore della vanità umana e delle illusioni spiritiste! Naaaa, preferisco un Freud, che sta sulle palle a tutti perché sostiene cose scandalose come il sesso nei bambini e tra amici, e l'ostilità dell'ego individuale, e la primitività della psiche, e lo stato patologico della nostra civiltà e il nostro destino di animli mortali senza pie illusioni!
Beh... quantomeno non ci gira intorno, vero?
Eppure, se io dovessi classificarmi, mi dovrei considerare più affine a Jung. E bisogna riconoscere che l'uso che Jung fa dell'immaginario tramite gli archetipi è portentoso.

Sistemica
Che roba è? ...Una figata! Si mettono in scena gli eventi, le relazioni, i familiari. Fatta come terapia individuale è importante, perché noi ci portiamo dentro la nostra storia familiare, ma fatta in gruppo (io seguivo Scardovelli e sua moglie, due psicologi veramente in gamba) è un'esperienza sconvolgente! Commuove e quindi smuove.

Il mio consiglio
Inizia con un 6 mesi di cognitivismo, impara le tecniche, addestra l'attenzione al tuo stato, analizza le tue disunzionalità e le tue risorse. Poi, fatti altri 6 mesi di sistemica di gruppo, per smuovere, in te, le tue relazioni familiari, cominciare a capire la tua storia, le tue radici relazionali. Poi trovati uno psicanalista in gamba, serio, autorevole ma non guru, che parli poco ma non che non parli affatto... meglio neofreudiano, ovviamente!
Questo non ha un tempo, non ha un termine. Sarà nella tua profondità.
Quando ti senti diventato un nevrotico soddisfatto (la sanità psichica è la chimera degli sprovveduti), se fai un percorso junghiano fertilizzerai il tuo immaginario e lo espanderai. Che lo psico apprezzi Hillman, però!



appunti
tagliere in vetro è comodo da pulire e molto igienico
lavare molto i piatti dal detersivo che fa più male del cibo stantio!
finestra aperta la notte ma coprendosi di inverno: il corpo caldo ma l'aria che si respira fresca e ossigenata, senza piante in stanza
un briciolo di luce e una passeggiatina ogni giorno
stai lontano dalle cause legali: la legge non ha niente a che fare con la giustizia... la giustizia puoi pure scordartela!
piuttosto patteggia.
quando ti prude il labbro è l'herpes da agire subito.

APPROFONDIMENTI:
Albanesi, un ottimo sito sul -> benessere: sport, alimentazione, attitudine razionale, controllo sulla propria vita.



APPPUNTI VARI

La miglior vendetta? La felicità. Non c'è niente che faccia più impazzire la gente che vederti felice. (Alda Merini)

Ogni essere umano è la bestia che merita di essere.

apprezzare la vita significa gustare l'agrodolce sapore della nascita e della morte.

nell'universo esistono i semi di sesamo, la malvasia,

prezzo dell'amore per i sogni: insaziabilità inquietudine irrequietezza

prezzo per la verità è l'angoscia per la morte e perdita dell'infanzia ma più potere interiore

tutto è vanità. Anche Dio.

ingranaggi delle mungitrici

- la felicità assoluta non esiste ma va sognata
puoi diventare più felice possibile
tieni i piedi sulla realtà e le ali nei sogni
Dio è il sogno più grande
Tu sei l'anello tra la realtà e i sogni

temere la morte

scopi dell'essere umano

ipotesi materialista

Cosa si prova a essere Dio?
Amarsi, essere adorati, aver creato l'universo.
tutto è pieno di Dei

amare: accogliere ila corruzione ed essere illuso di una perfezione, innamorato dell'evanescenza della perfezione che aleggia, che sfiora l'oggetto amato
Ogni donna matura sa bene di non meritare di far innamorare perché la perfezione non le appartiene, è solo il gioco della seduzione: sa di sembrare, non di essere . Non ci si può innamorare di una scimmia, perciò si depila e lava ossessivamente e cerca nello sguardo del desiderio l'autoinganno di essere la propria immagine.
Ma la lusinga, far innamorare, però ciò che vuole è essere amata, accolta come bimba che invecchia.

saggi compromessi e astute strategie per stare meglio, le voglio, ma voglio molto di più:
voglio l'orgoglio di avere le pupille bruciate dal sole del nulla
Voglio la gioia di innamorarmi godendo della bellezza e del furor carnale.
Voglio l'estasi dell'unione con il soprannaturale.
E tutto questo lo voglio senza rimanere schiavo dei consumi, delle donne e delle Chiese.
il nulla la cui luce accecante fa smascherare le ombre delle ipocrisie a cui la società vuole soggiogarmi per mungermi.

stress lutto noia sono sofferenze spiacevoli
struggimento, languore, desiderio sono sofferenze piacevole
odio viene dalla sofferenza e in genere produce frustrazione

6 in guerra. il mondo tende a farti credere di essere debole e cattivo. tutto quello che sta dentro di te è meraviglioso, quello che sta fuori utile o inutile

che la legge dello stato cui appartieni si conforma più al potere che alla giustizia
Con il potere (conoscenza di te e del mondo, possibilità di plasmare e adattarsi) ti sarà facile essere più felice.
Questa affermazione apparentemente lapalissiana implica una riflessione meno banale: qualora tu abbia meno potere, ti sarà più difficile - ma sempre possibile - aumentare la tua felicità.

Paradossalmente, il suicidio è l'estremo tentativo per salvaguardare la qualità della propria vita. Ragionevole, quando non vi siano altre alternative, disperato quando non si ha speranza in alternative ancora possibili.

 

note:
i termini sono opinabili
le mie opinioni sempre discutibili








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